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di Le righe di Ornella 17 Giugno 2020
di Le righe di Ornella 17 Giugno 2020 9,4K views
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Avevo 32 anni e accadde una crociera in Grecia e Turchia. Ottobre 1997, nave da 14 ponti. Non si chiamano piani, ma ponti. Le mie figlie erano piccole e ricordano poco, ma spesso erano vestite uguali e con le scarpette lampeggianti, quindi se loro non ricordano tante cose, gli altri passeggeri si ricorderanno di loro. Tipo quando davanti a un qualsiasi ascensore dicevano: “Apriti Sesamo!” e l’ascensore si apriva, e giù applausi da un gruppo di turisti anziani. O tipo che mia figlia, la maggiore, aveva un po’ di bronchite ma dopo le prime 2 ore di navigazione, la tosse era sparita. E questa volta la magia l’aveva fatta il mare.

Dunque, la nave era stata varata da poco ed era, in quel momento, la più grande di quella compagnia di navigazione, oltre a essere molto bella. Salpammo di lunedì in tarda mattinata, e dopo la sistemazione nella cabina e la conoscenza dell’assistente personale, andammo a pranzo. Le tipologie di ristorazione erano varie e anche i menu, che accontentavano gusti ed esigenze dei passeggeri. Dopo il pranzo, partì l’esplorazione della nave. Capimmo subito che per scoprirla tutta ci sarebbe voluta l’intera settimana di viaggio ma tanto fino al giorno dopo non era previsto alcun attracco, quindi perché non iniziare?

Ristorante raffinato, ristoranti informali, pizzerie, self-service e postazioni mobili per spuntini, se non ricordo male, su diversi ponti. Palestra, lavanderia infermeria, ludoteca, teatro, cinema, discoteca, chiesa e piscine. Due normali e grandi e una con idromassaggio. Parrucchiere, estetista casinò e poi bar, diversi bar. Durante la ricognizione, ad un certo punto, leggo che sullo stesso ponte della chiesa c’era una biblioteca. Ovviamente, dovevo vederla e subito. Vado al ponte indicato e inizio a percorrere il corridoio su e giù. Niente. La chiesa c’era e ogni pomeriggio si diceva una messa e sempre in una lingua diversa, per accontentare tutti i passeggeri. Continuavo a cercare, ma niente. Per tutta la settimana, dopo le escursioni a terra, andavo a cercare questa biblioteca e trovai qualcosa solo l’ultimo giorno. Ma vi scriverò tutto dopo.

Dunque per il secondo giorno era prevista la prima escursione; ora non ricordo il nome del luogo, ma l’escursione saltò perché c’era mare forza 7 e a tratti 8 e quindi non si potevano usare le piccole imbarcazioni che avrebbero dovuto portarci a terra. Così, il numeroso staff di intrattenimento organizzò giochi e quiz in sostituzione. Oltre a questo, siccome il cibo si abbina a tutto, approntarono delle grigliate di carne che, se mi concentro, sento ancora il profumo! Insomma, annoiarsi non era contemplato. Il giorno dopo ancora fu la volta di Atene; un bel giro per la città, poi il Partenone.

Il quarto giorno arrivammo in Turchia, a Kusadasi. Si tratta di una località balneare che si affaccia sul mar Egeo e, oltre che per il mare, è famosa per le vicine rovine di Efeso. Noi passeggeri avremmo potuto scegliere fra una giornata al mare o una alle rovine. Scegliemmo la seconda. Efeso fu una grande colonia romana, greca e bizantina, situata in Anatolia. Fu capitale della provincia romana e rimane un sito archeologico importante in cui (se non ci siete già stati) potrete ammirare la Biblioteca di Celso, che è davvero monumentale e anche se è parzialmente distrutta, rende bene l’idea delle grandi opere romane. Poi c’è il Teatro, il Tempio di Adriano, e il Tempio di Artemide di cui purtroppo resta solo qualche colonna ma che, all’epoca fu il tempio più grande sino ad allora costruito e che è una delle Sette Meraviglie del Mondo.

Il giorno dopo ancora fu la volta delle Meteore oppure di Makrinitsa. Mentre scrivo scopro che praticamente Makrinitsa non esiste più come comunità greca, ma è stata inglobata nel comune di Volos. E’ un posto molto carino, a 600 metri sul livello del mare. Noi scartammo le Meteore, perché era un’escursione molto faticosa per le bambine e poi perché c’erano delle prescrizioni molto precise da seguire, ma Makrinitsa fu una bella alternativa. Ovviamente, tutti i giorni, tra una visita e l’altra c’erano sulla nave occasioni di provare cibo buonissimo, intrattenimenti o tranquille conversazioni con altri passeggeri nei vari salotti sparsi un po’ ovunque. E, per me, sempre la ricerca della biblioteca.

Arrivò il sabato che fu un giorno di sola navigazione e durante la notte rientrammo in Italia, precisamente a Venezia. La domenica mattina, dopo l’ennesima abbondante colazione, scendemmo a terra e iniziammo il giro della città che si presentava stupenda esattamente come raccontato nei libri di arte, nei documentari e nei racconti di chi ci era stato già. Ora sto per dire una cosa che farà spalancare gli occhi a qualcuno, ma pure di fronte a tanto splendore non riuscì a emozionarmi molto. Quello che ho provato in altri posti, a Venezia non si è verificato.

La visita fu comunque interessante e in qualche caso, curiosa. Venezia era anche l’ultima tappa e quindi ritornando sulla nave dovevo sbrigarmi a trovare questa biblioteca. Sinceramente, per tutta la settimana me l’ero immaginata come quella del cartone Disney “La Bella e la Bestia” e invece alla fine trovai una orrenda libreria chiamata biblioteca. Si era giocato sulla etimologia. Intanto, l’ultimo giorno di vacanza stava per chiudersi.

A mezzogiorno del lunedì eravamo già a casa, con tanti rullini di foto da far sviluppare. La prossima crociera sarà tra i fiordi norvegesi, e poi vi racconterò.

Apriti Sesamo!AteneCrocieraEfesoKusadasiMakrinitsaMeteora (Grecia)Venezia
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