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Marzo 2021

Se c’è una cosa che sono sempre riuscita a scansare, ai tempi della scuola, era l’immancabile compitino sulla Primavera. Già alle elementari lo trovavo banale. Magari non avrei saputo dire “banale” ma sicuramente la maestra Carmela avrebbe compreso tutto, guardandomi.

Perché ci sono parole che hanno dentro tutto il necessario e non richiedono nessun approfondimento. I nomi delle stagioni, per esempio. Si potrebbe obiettare che questo valga per tutte le parole, correnti o in disuso. Secondo me, no. Che poi, non ho mai saputo perché le altre stagioni non meritassero altrettanta attenzione.

Sempre durante la scuola, ma alle superiori, mi incantavo a guardare gli alberi di pesco e di mandorlo che fiorivano proprio in questo periodo, e che vedevo dal finestrino del pullman. Il tragitto da un paese all’altro, andata e ritorno, era la parte migliore dell’intera mattinata scolastica. Questo campo di mandorli e peschi, vagamente giapponese, rinforzava il mio umore e contribuiva ad abbassare il livello di noia che mi ha accompagnato per tutta l’adolescenza. Poi sì, anche altro.

Sul mio balcone, a partire da fine marzo, parecchie api si danno appuntamento e sarò sincera, un po’ le temo, ma è indubbiamente positivo che ci siano. Poi arrivano anche i gechi, ma questa è un’altra storia. Ho la fortuna di godere di un gran bel giardino. E’ condominiale, ma c’è spazio per tutti e durante la scorsa quarantena, come in questa, è stato un bene prezioso.

Un’altra cosa che migliora molto il mio umore è l’ora legale. Quella luce in più che governa le giornate fino all’autunno, simula un tempo maggiorato che è solo una idea, però è sufficiente a credere di poter fare più cose, perché la giornata sembra non finire mai. Tra l’altro, scatta proprio stanotte.

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Siamo stati a Tivoli in un sabato di giugno del 2017. Era una giornata molto calda e delle tre magnificenti ville che avremmo potuto visitare, scegliemmo Villa d’Este. Tivoli o “Tibur Superbum” come la definì Virgilio, è un comune della città metropolitana di Roma Capitale. Una leggenda vuole che sia sorto prima di Roma.

Confesso di non aver girato per la città, poiché il tempo a disposizione non era sufficiente, ma Villa d’Este l’abbiamo percorsa in lungo e in largo e anche se non avevamo una guida turistica che ci istruisse, la visita è stata interessante e soddisfacente.

Villa e giardino, furono commissionati dal cardinale Ippolito d’Este, figlio di Lucrezia Borgia e Alfonso I, all’architetto Pirro Ligorio. In ogni caso, non si trattò di una costruzione sorta dal nulla. La Storia racconta che Papa Giulio III, nominò il cardinale d’Este governatore di Tivoli, e gli donò un convento benedettino, come residenza personale. Questo convento, però, si presentava troppo spartano per le abitudini del cardinale: da qui l’idea di ristrutturarlo per renderlo più sontuoso, più adatto al suo rango.

La beffa fu che poi il cardinale poté godere della bellezza del posto per soli 3 mesi (se non ricordo male) poiché la ristrutturazione del convento aveva richiesto anni di lavori; questo perché l’avanzamento era strettamente legato alle sue vicende politico-ecclesiastiche, fatte di alti e bassi.

Tornando alla Villa, come per tutte le costruzioni antiche e fino al XIX secolo, era costituita da un piano nobile e un piano inferiore. Entrambi affrescati e ugualmente belli. Il giardino, è quasi una storia a sé. Intanto la progenie del cardinale lo arricchì, per esempio commissionando a Bernini la “Fontana del Giglio” detta anche “Bicchierone”. Dal vivo, credetemi, è di grande effetto. Ma la suggestione maggiore, almeno per me, è arrivata percorrendo il viale delle “Cento Fontane”. E’ un viale che collega la “Fontana dell’Ovato” alla “Rometta” dove sono presenti appunto 100 fontane disposte su 3 piani, che simboleggiano i 3 affluenti del Tevere. La Fontana dell’Ovato è anche detta regina delle fontane, poiché è nella sua vasca che confluiscono le acque del fiume Aniene. La Rometta, rappresenta Roma e le sue vittorie.

Le fontane sono tante e tutte molto belle e all’epoca della loro costruzione, sicuramente ancora di più. Oggi quello che ammiriamo è stato inevitabilmente intaccato dall’erosione dell’acqua, ma fascino e storia sono inalterati.

Tutte le altre tipo la “Fontana di Proserpina”, “Le Peschiere” e tante altre vi lasceranno a bocca aperta, garantito.

Villa Gregoriana e Villa Adriana sono nella lunga lista dei posti e siti da visitare. In futuro, scriverò di loro.

Buona visita

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Io e i miei fratelli abbiamo avuto tante possibilità di godere della vita all’aria aperta, in ogni stagione. Come ho già scritto in altri articoli, mio padre è stato un militare di mare. Questo significava doverci trasferire di quando in quando, e ovviamente la costante nei posti in cui abbiamo abitato, era appunto il mare. Una vera gioia!

Quello che invece è stato più difficile da trovare, era un parco o una villa comunale che potesse essere attraente per i bambini, ma anche per i genitori. Ma quando abitavamo a Bari, andavamo spesso in un giardino bello e con molte giostrine. Era un giardino privato in un grande condominio, ma a noi era concesso entrare. Potere del cognome (no, scherzo!).

Naturalmente i nostri genitori si aspettavano il meglio da noi in termini di comportamento e buona educazione. Le raccomandazioni da ripassare prima di uscire di casa erano un passaggio obbligato, mentre infilavamo il cappottino e allacciavamo le scarpe. Poi ci sono tornata da mamma e con il papà abbiamo trasmesso alle nostre figlie le regole che avevamo imparato. E anche se ora sono grandi e magari non salgono più sullo scivolo, le ripetizioni aiutano sempre.

Per prima cosa, non dimentichiamo che un parco è un luogo di svago ma anche di relax: è lecito divertirsi in compagnia, senza però dimenticare che magari ci sono bambini molto piccoli che dormono e adulti o anziani che vogliono semplicemente godere dell’aria aperta in silenzio.

Non monopolizziamo le piccole giostre: altalena o scivolo o qualsiasi altro gioco, devono essere usati per un tempo stabilito, in modo che tutti i bambini possano goderne; se decidiamo di portare con noi pattini oppure biciclette, ricordiamo di rispettare le normali regole di andatura: un parco non è una pista da corsa. Lo stesso vale se siamo troppo veloci sull’altalena, poiché potremmo colpire qualcuno.

Se è prevista una merenda, ricordiamo poi di lasciare pulita la panchina o la zona di verde che abbiamo occupato. Sto dicendo cose ovvie, lo so; tuttavia, quando con la mia amica Annalisa, la domenica mattina percorriamo un tratto di strada che costeggia la scogliera, molto spesso troviamo per terra incarti di cibo, bottiglie di bevande o succhi, benché i cestini comunali dei rifiuti siamo ben visibili (e vuoti).

Ai genitori mi sento di ricordare che fumare è altamente sconsigliato: essere all’aperto non impedirà al fumo di arrivare a chi non lo tollera. Evitiamo pure, fra genitori, di cedere a pettegolezzi o affermazioni offensive verso chiunque. I bambini, anche se apparentemente impegnati o distratti, registrano tutto e poi ripetono credendo che sia giusto.

E, per finire, godiamoci il momento in spensieratezza all’aria aperta!

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Ho diversi classici di letteratura russa, alla quale però mi sono avvicinata solo da qualche anno, un po’ influenzata dal luogo comune che sia globalmente pesante. E invece è stata una bella scoperta. Che poi, a me le cose pesanti piacciono, semmai rifuggo da quelle noiose. Che se ci pensate non sono la stessa cosa.

Questo romanzo l’ho scelto perché Turgenev lo conoscevo solo di nome, e volevo saperne di più. Mi è piaciuto molto, e il titolo non lascia dubbi sul tema affrontato: il rapporto fra generazioni diverse, ma legate dal sangue e dall’amore.

Per quanto Turgenev fosse già uno scrittore affermato e apprezzato, quando uscì questo romanzo, la critica non fu benevola. Non solo in Russia, ma anche all’estero le polemiche non si fecero attendere. In sostanza la trama metteva l’accento sulle differenze tra padri aristocratici, tradizionalisti, ancora legati al concetto di classe da una parte, e figli che vogliono un cambiamento di mentalità ma vanno oltre i normali processi evolutivi, perché in realtà sono molto più attratti dal nichilismo, che dalla modernità.

La storia inizia con Nikolaj Kirsanov, proprietario terriero che attende l’arrivo del figlio Arkadij insieme all’amico Evgenij Bazarov. Quest’ultimo è il personaggio focale del romanzo, perché è proprio lui, dei due ragazzi, il più affascinato dal pensiero nichilista (che già nel 1860, si andava diffondendo un po’ in tutta Europa). Giunti a casa di Arkadij, Bazarov conosce Pavel (zio del suo amico) che ha idee conservatrici e rigorose e con lui subito si scontra. I due arriveranno anche a duello. Nei giorni di permanenza riesce, in ogni caso, anche a ritagliarsi dei momenti di studio tranquillo, osservando piante e animali della masseria dei Kirsanov.

Terminata la vacanza, i due amici partono alla volta di una città non identificata, dove fanno la conoscenza di due sorelle, Anna e Katia. Mentre Arkadij rivolge il suo interesse verso Katia, Evgenij è molto attratto da Anna, anzi si innamora di lei. E questo fatto del tutto imprevedibile, per un giovane che non crede e forse deride l’amore romantico e tutte le sue implicazioni, segna un momento di profonda inquietudine e confusione. Tutto ciò che accadrà dopo. dovrete scoprirlo leggendo e vi assicuro che vi piacerà.

Io aggiungo che, proprio in relazione alle polemiche nate dopo la pubblicazione di questo romanzo, Turgenev fu costretto a spiegare la sua posizione. La critica credeva che egli avesse creato il personaggio di Bazarov allo scopo di far conoscere eventuali simpatie verso il pensiero nichilista. In alternativa, che lo condannasse. In realtà Turgenev, si era limitato a trattare la questione, presentandola in modo oggettivo senza intenzione di esprimere una opinione a favore oppure contro. Benché la cultura zarista fosse a conoscenza dei cambiamenti in atto nella società, specie fra i più giovani, non era ancora pronta o disposta ad accoglierli. Turgenev aveva semplicemente scelto di rappresentarli attraverso uno dei personaggi focali, in questo romanzo. Buona lettura

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