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Giugno 2021

Quanto sono belli i matrimoni! A me piacciono proprio, mi sono sempre piaciuti e da piccola far sposare la mia Barbie con l’eterno fidanzato Ken, era un gioco ricorrente. Che poi, io e le mie sorelle avevamo una Barbie ciascuno, ma Ken era uno solo, per cui a turno si sposava anche con le altre due. Ovviamente, erano sempre matrimoni con stile ed eleganza. Le nostre Barbie avevano molti abiti, alcuni originali, altri confezionati da mia nonna Nella, la nonna paterna. Era bravissima e aveva molto gusto. Poi sono arrivati i matrimoni veri: degli zii, dei cugini più grandi e degli amici dei miei genitori.

Intanto, una ripassata alle buone maniere ad un matrimonio, la vogliamo dare? Sì.

La pandemia da COVID ha messo in secondo piano molti eventi della nostra vita, e anche i matrimoni che si faranno prossimamente, dovranno sottostare ad alcune regole che però, riguardano soprattutto la sicurezza di ciascuno di noi. Ma anche quelle che riguardano le buone maniere sono importanti e che si sia contenti o meno di ricevere l’invito, bisognerà rispettarle.

Iniziamo appunto dall’invito. Sarà carino fare una telefonata per confermare di averlo ricevuto e ringraziare, e con l’occasione informarsi sull’orientamento dato ai regali. Se avremo ricevuto solo la partecipazione, potremo limitarci a fare un telegramma di auguri oppure un regalo meno impegnativo.

La scelta dell’abito. I due colori proibiti sono il bianco e il nero. Il primo perché è riservato alla sposa, il secondo perché è il colore del lutto. Questo vale anche per gli uomini, che opteranno per il blu o per il grigio, che si tratti di una cerimonia di mattina o di pomeriggio. I testimoni invece, vestiranno come lo sposo. Se il matrimonio è di mattina noi signore potremo indossare un cappello ma in ogni caso eviteremo scollature eccessive o abiti piuttosto eccentrici.

Puntualità. Non dovrebbe essere necessario precisarlo, ma è doveroso essere in chiesa o in municipio, prima dell’arrivo della sposa. Così come, bisognerebbe perdere la brutta abitudine di aspettarla fuori dal luogo della celebrazione. Si arriva, si entra e si prende posto a sinistra o a destra. È facile. Durante il banchetto parteciperemo con leggerezza e divertimento (magari ci stiamo annoiando a morte), e anche se i nostri piedi nelle scarpe elegantissime e strette, staranno urlando pietà, non andremo via almeno fino al taglio della torta. Non so bene al Nord, ma da noi al Sud la bomboniera è ancora in uso. E’ il momento più temuto dagli invitati e anche il più criticato. Ci salva il fatto che non sia previsto aprire la confezione davanti agli sposi, fondamentale se non siamo capaci di nascondere la delusione.

Penso di non aver tralasciato nulla di quello che riguarda gli invitati. Prossimamente, scriverò di tutto ciò che riguarda gli sposi, le loro famiglie, tensioni ed eccitazioni.

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Ho letto “Il piccolo principe” a 46 anni. Mi sembrava una cosa strana, considerando l’età, ma poi ho pensato che per qualche misterioso motivo (o solo il caso) era quello il momento giusto. Non prima e non dopo.

Antoine de Saint-Exupéry, dedicò questo piccolo romanzo al suo più caro amico, Léon Werth. La trama è particolare poiché la maggior parte dei personaggi è presente per un tempo breve. Tutto inizia nel deserto africano, dove il narratore, pilota di aerei, è stato costretto ad atterrare, a causa di una avaria. Qui incontra un bambino, il piccolo principe appunto, e con lui inizia una conoscenza particolare. Il piccolo principe, regna su un altro pianeta, non conosce la Terra ed essendo molto incuriosito, fa delle domande all’aviere. Sul suo pianeta, cura e protegge una rosa, ci sono 3 vulcani e ci sono anche dei baobab che crescono molto velocemente e costituiscono una minaccia. Egli infatti è in cerca di una pecora che mangi questi arbusti, prima che crescano troppo. Durante il suo viaggio nella galassia, incontra molte persone singolari: un re, un vanitoso e un ubriacone. Poi altre figure, ma scopritele da soli (se anche voi siete dei lettori tardivi come me). Fa anche la conoscenza di una volpe, che decide di addomesticare. E poi c’è un serpente. Per il resto, continuate da soli.

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