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Maggio 2022

Quando c’è un lutto di mezzo, tutte le vite che ruotano intorno, subiscono una modificazione, in alcuni casi definitiva, in altri, per fortuna, solo temporanea. È quello che accade nel film Gente Comune (Ordinary People), primo lavoro di Robert Redford come regista. Quando uscì avevo 15 anni e come è facilmente immaginabile, mi colpì molto. Mi colpì soprattutto l’idea che un lutto familiare potesse allontanare affettivamente, invece che unire ancora di più.

La trama

Una famiglia dell’alta borghesia di Chicago, è sconvolta dalla morte del figlio primogenito. Calvin e Beth (rispettivamente Donald Sutherland e Mary Tyler Moore), e il loro figlio Conrad (impersonato da Timothy Hutton) devono fare i conti con l’insostenibile peso della morte di Buck (impersonato da Scott Doebler). Ogni personaggio è molto ben definito: Conrad, è un ragazzo come tanti che un giorno, durante una gita in barca a vela sopravvive ad un incidente in cui però, il fratello muore. Sopraffatto dai sensi di colpa, tenta il suicidio e trascorre 4 mesi in una clinica psichiatrica.

Sua madre, donna severa è interessata solo a dare una parvenza di normale continuità familiare, reprime con molta forza il suo dolore. Questo dolore, non è solo provocato dalla perdita di un figlio, ma dalla perdita del figlio preferito. Conrad quindi deve gestire il senso di colpa per essersi salvato e la freddezza di sua madre, la quale soffocando il suo personale dolore è ovviamente incapace di alleviare quello del figlio, ma anche del marito.

Il marito sembra la figura più lucida in tutto questo vissuto. Fa da arbitro tra le continue incomprensioni fra madre e figlio, teme che il figlio ritenti il suicidio e capisce che questa tragedia sta portando alla luce le falle del suo matrimonio.

Non c’è dubbio che si tratti di un film drammatico, tuttavia ci sono due figure positive che alleggeriscono la vita di Conrad: lo psichiatra dottor Berger (interpretato da Judd Hirsch) e Jeannine (interpretata da Elizabeth McGovern), giovane ragazza infatuata di Conrad.

Bene, con la trama mi fermo qui, ma vi assicura che il finale non è scontato.

Curiosità

Questo film ha vinto 4 premi Oscar e 2 nominations. A Robert Redford per la regia, a Timothy Hutton come migliore attore non protagonista. E a proposito di curiosità, ho trovato curioso che il personaggio di Timothy Hutton sia considerato come “non protagonista”. La sua figura è centrale, e anzi, è il punto di partenza per una riflessione approfondita dei genitori, sullo stato di salute del loro matrimonio. Ancora, ho trovato curioso che Donald Sutherland (che impersona Calvin) non sia stato in gara per l’Oscar, ma solo per il Golden Globe. Mary Tyler Moore ha avuto una nomination per l’Oscar e ha vinto il Gonden Globe. Stessa cosa per Judd Hirsch.

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Quando un alchimista e un fisico si mettono insieme, nasce una fabbrica di porcellane, e nasce a Meissen. Sto parlando di Johann Friedrich Bottger e di Ehrenfried Walter von Tschirnhaus. In realtà, la fabbrica nacque nel 1710, due anni dopo la scoperta fatta dai due sopra, grazie a Augusto II, Forte di Sassonia.

Ciò che i due ottennero da principio fu una pasta molto dura che chiamarono “terra rossa di Bottger”. Il perfezionamento arrivò quando a questa pasta fu aggiunto il caolino (roccia sedimenaria): il risultato fu una porcellana luminosa, resistente e di colore bianco.

Qualche notizia

Dietro l’impegno di Augusto II, di finanziare lo studio e la produzione di questa porcellana, c’era l’obiettivo di ottenere un prodotto come solo in Cina era stato possibile realizzare sino a quel momento. Si sa, che dalla Cina partivano dei veri capolavori realizzati in porcellana e dipinti a mano. Erano prevalentemente articoli per abbellire le case degli aristocratici o comunque di chi poteva permettersi di sopportare enormi spese per il loro trasporto. Augusto II era un collezionista di questi prodotti provenienti dalla Cina, e infatti le prime produzioni tedesche riprendevano i modelli e i decori cinesi. Verso la metà del ‘700, il celebre modellatore Johann Gottlieb Kirchner si orientò verso decorazioni e soggetti occidentali, dando un’altra direzione ai prodotti, anche di stampo scherzoso, si pensi ai personaggi della Commedia dell’Arte.

Interessante per me, e non lo sapevo, ho scoperto da poco che in questa fabbrica si cercò in tutti i modi di mantenere segreti “ricetta e ingredienti”, ma senza successo. Altre fabbriche, in Europa ottennero le informazioni giuste per realizzare una porcellana con le stesse caratteristiche di quella di Meissen. Fu per proteggere l’originalità del prodotto che nacque il marchio inconfondibile delle spade incrociate, che era poi lo stesso del Principato di Sassonia.

Poi le difficoltà

Vero la metà del ‘700, la Manifattura di Meissen subì una frenata dovuta a due motivi: la Guerra dei 7 Anni e la nascita di un’altra importante manifattura in Francia, e precisamente a Sèvres. La concorrenza era forte poiché le due fabbriche erano di alto livello ed entrambi i sovrani avevano a cuore il successo delle proprie.

Fortunatamente, dopo questo periodo la fabbrica ricominciò a realizzare grandi servizi da tavola come pure oggetti singoli, riconquistando la clientela più raffinata. E questo è rimasto intatto sino a oggi.

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