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Ottobre 2023

Quando ho deciso di occuparmi di questo argomento, mi sono resa conto che del mio battesimo so molto poco. Naturalmente, non ho ricordi personali, ma qualche racconto familiare, sì. Dopo la funzione religiosa, un rinfresco a casa dei nonni materni (dove ero nata, tra l’altro). Villa antica, pomeriggio d’estate, che dire?…Avrei fatto i complimenti ai miei. Che poi, questo battesimo cadde 7 giorni dopo la mia nascita, adesso i tempi sono più lunghi.

La nota curiosa? Il parroco che mi avrebbe battezzato, impose ai miei di aggiungere Maria al mio nome, Ornella: siccome non c’era e non c’è una santa di nome Ornella, che si aggiungesse almeno il nome della Madonna, acciderbolina!…E così si fece, due nomi separati da una virgola.

Esiste un galateo del battesimo?

Sì, quasi tutti i libri di galateo che ho trattano l’argomento.

Quando. Solitamente, si celebra dopo il rientro della mamma a casa; un tempo, non so ora, la Chiesa raccomandava di celebrarlo quanto prima, nei casi di nascite anticipate o di delicate condizioni di salute del neonato: quanto prima significava nella chiesa dell’ospedale.

Inviti. Normalmente si scrivono a mano, ma oggi è diffuso il metodo più veloce del messaggio con il cellulare. Con parenti o amici che hanno poca dimestichezza con la tecnologia si opterà per un più opportuno invito con la tradizionale telefonata. Una cosa utile per gli invitati sarà conoscere la tipologia di evento: un pranzo formale in un ristorante, un pic-nic oppure un rinfresco a casa aiuterà ad applicare il codice di abbigliamento più adatto.

Abbigliamento. Esattamente come per un matrimonio, anche in questo caso il nero è proibito. I genitori del neonato vestiranno, rispettivamente di scuro il papà e in chiaro la mamma, eleganza sobria da giorno.

Padrino e madrina. Su 2 dei libri che ho consultato, c’è scritto che sarebbe logico escludere i nonni, dalla scelta del padrino e della madrina, preferendo padrini giovani. Ecco, per me i miei genitori scelsero i nonni paterni e io per le mie figlie scelsi i nonni, ma a coppie di consuoceri. E’ vero che la funzione dei padrini è quella di subentrare in caso di scomparsa prematura dei genitori, ma è anche vero che i nonni sono una istituzione e quindi è giusto sceglierli, se si vuole.

Invitati. Oltre ai padrini, sarà bello condividere questa giornata con parenti e amici; non essendo un evento mondano, il numero degli invitati sarà contenuto: di solito non si superano le 40 persone. Una gentilezza per gli invitati sarà prevedere un luogo di festeggiamento facile da raggiungere. Gli invitati, per parte loro, potranno informarsi circa una lista-battesimo, ma prima di tutto saranno solerti nel confermare o meno, la loro presenza.

Musica. Ho presenziato a battesimi con accompagnamento musicale assordante. Al momento dell’organizzazione dell’evento, dedichiamo alla musica la giusta attenzione: è bello che ci sia, purché non sovrasti la conversazione fra i presenti e non disturbi il sonno del festeggiato, o anche eventuali coetanei.

Regali. Come ho già scritto, avere a disposizione una lista-battesimo garantisce di non sbagliare regalo; se mai non ci fosse, un bel portafotografie, una sterlina di oro (si usa ancora?), un libro di fiabe o favole, potrebbero risolvere la questione. I presenti daranno il regalo prima della torta e riceveranno confetti o bomboniere.

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Ho finito di leggere L’abbazia di Northanger un quarto d’ora fa. L’abbazia di Northanger è, in ordine, il quinto romanzo di Jane Austen; ne scrisse sei, e gli ultimi due pubblicati postumi.

Chi era Jane Austen

Nacque a Steventon, nello Hampshire, nel 1775, in una famiglia che dava una certa importanza alla cultura e ai suoi stimoli, e questo senz’altro giovò alla sua creatività. Settima di otto figli, ebbe sempre un rapporto molto stretto con sua sorella Cassandra. Nel 1800, suo padre, il Reverendo Austen decise di trasferirsi a Bath con tutta la famiglia; qualche anno dopo morì lasciando le due figlie e la moglie in deboli condizioni economiche.

Saranno poi i fratelli a occuparsi del loro sostentamento e della loro sicurezza.

Né Jane né sua sorella Cassandra si sposarono mai, anche se Jane intrattenne una breve relazione con Tom Lefroy, ostacolata dalla famiglia di lui e dalle convenzioni sociali. Morì a 42 anni, probabilmente a causa del morbo di Addison. Come ho già scritto, la pubblicazione di due dei sei romanzi, avvenne dopo la sua morte, ma di quelli pubblicati in vita nessuno conosceva l’identità dell’Autrice. In effetti, fu suo fratello Henry a svelare il mistero.

La trama

Prima di entrare nel vivo della trama, vorrei scrivere qualcosa su Bath. Si tratta di una città del Regno Unito, situata nella contea del Somerset, famosa per le sue terme di costruzione romana (43 d.c.). Facendo qualche ricerca, ho letto che i Celti, prima dei Romani, si erano insediati in quel luogo, fondando Aquae Sulis; quindi Bath fu di fondazione successiva.

Per la borghesia e l’aristocrazia del tempo di Jane Austen, la villeggiatura a Bath era un appuntamento annuale fisso, di salute ma anche di obbligo sociale delle famiglie che contavano. Questa digressione sulla trama serve a inquadrare l’ambiente in cui si muovono i personaggi, protagonisti e non.

Catherine Morland abita, con la sua famiglia, in campagna; è appassionata di romanzi gotici (questa non è una cosa eccezionale, per quel tempo) ma la sua vita quotidiana è molto più tranquilla delle trame dei romanzi che legge.

Un giorno, i vicini di casa, i coniugi Allen, la invitano ad andare a Bath per una vacanza (appunto); i suoi genitori acconsentono e così Catherine si ritrova in un ambiente fatto di tè pomeridiani, nuove amicizie, serate a teatro e feste. Le nuove amicizie, le famiglie Thorpe e Tilney, saranno particolarmente incisive per la vita futura di Catherine.

Ma questo lo lascio alla vostra lettura.

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