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Febbraio 2024

Il termine latino fibula non è più in uso nel linguaggio della moda, della gioielleria e dell’antiquariato, da molto molto tempo; è ancora in uso in archeologia e in anatomia (è il nome di un osso che compone lo scheletro della gamba).

Fibula e fibbia

Sono sostanzialmente la stessa cosa; la fibula che oggi chiameremmo spilla di sicurezza, era un accessorio dell’abbigliamento: si usava per fermare tuniche e mantelli sulle spalle. Come sempre dopo una invenzione, i primi modelli risultarono piuttosto rudimentali; successivamente, grazie all’uso frequente fra i Greci e i Romani, le forme si abbellirono e arricchirono e si passò da fibule in bronzo a fibule in ferro. Fibule romane in oro si possono ammirare presso i Musei Vaticani, i Musei delle Terme di Roma e il Museo Archeologico di Firenze. Quando si diffusero tra i Bizantini, si arricchirono anche di pendagli di perle (espressione da Dizionario di Antiquariato, Vallardi Garzanti, 1992, pag. 464).

Nel Medioevo la fibula divenne fibbia, ma sostanzialmente il suo uso rimase lo stesso, cioè fermare le vesti sia maschili che femminili.

Spilla

Anche la spilla nacque con il proposito di fermare le vesti. Per molto tempo quindi mantenne una funzione essenzialmente pratica, ma poi divenne anche un ornamento fra i capelli di dame e cavalieri. Intorno al ‘400, la spilla diventa un vero e proprio gioiello: chi avesse dimestichezza con la pittura di quel periodo, saprà di certo che nei dipinti raffiguranti donne di altro rango, la spilla era quasi sempre presente, in oro e smalti.

Nel ‘500, la moda introduce le spille cammei e nel ‘600, la spilla, per gli uomini diventa il mezzo con cui mostrare le insegne cavalleresche, fra le dame, invece, si diffonde la Sévigné, una spilla a forma di fiocco con pendente a goccia. Pare che la creazione di questo motivo sia da attribure a Madame de Sévigné, scrittrice francese (1626-1696). Da lì e per quasi tutto il ‘700, la spilla entrerà a pieno titolo nelle parures di gioielli.

La Rivoluzione Francese impose un certo rigore per contrastare gli sfarzi della società francese di quel periodo e questo naturalmente toccò anche, anzi soprattutto, i beni di lusso, per cui la spilla passò in disuso ma, nell’800 ritornò di gran moda e con modelli che si ispiravano agli oggetti di epoca classica, complici le scoperte archeologiche.

Per finire, l’Art Nouveau, che impresse nella gioielleria in generale, e per la spilla nello specifico, una novità assoluta e cioè la rappresentanzione del mondo animale e floreale, così come le figure femminili, vestite o meno.

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L’amore è sempre nell’aria, ma oggi è San Valentino, ed è nell’aria un po’ di più. Avete delle storie d’amore che almeno una volta nella vita, avreste voluto pari pari per voi? Io, sì.

I miei genitori

Un matrimonio durato quasi 57 anni, interrotto dalla morte di mio padre. Si conoscevano da ragazzini, si sono innamorati da giovani adulti. Hanno litigato quasi tutti i giorni, e quasi tutti i giorni mio padre portava un regalo a mia madre. Se mancava uno, l’altro perdeva smalto; se non stava bene uno, pure l’altro si acciaccava. A mio padre non piaceva il pepe, e mia madre glielo metteva in quasi tutte le minestre, e questo sempre per 57 anni. A mia madre non piaceva molto uscire, e mio padre insisteva un po’ e poi lasciava perdere. A mio padre piaceva andare al cinema, a mia madre no. Potrei scrivere un elenco lungo di cose tipiche del loro matrimonio, ma le conservo per altre occasioni. Come avrà notato chi mi segue, della mia famiglia parlo spesso.

Paul Newman e Joanne Woodward

Quando Paul e Joanne si incontrano per la prima volta è il 1953, lui è già sposato e ha tre figli. Lei lo trova antipatico, ma poi durante le prove di uno spettacolo teatrale, l’antipatia si trasforma in attrazione fatale e amore ed è difficile da nascondere: nel 1958 Paul divorzia dalla moglie e sposa Joanne. Anche con lei avrà tre figli. Entrambi attori di successo, entrambi Premi Oscar e altri, (hanno recitato insieme in più di un film) hanno avuto una storia d’amore bella, intensa e forte, forte abbastanza da sopportare e superare i momenti di crisi che hanno attraversato, e infatti sono rimasti insieme fino alla morte di lui.

Spencer Tracy e Katharine Hepburn

Spencer e Katharine non si sono mai sposati, ma sono stati insieme per 26 anni, fino alla morte di lui. Lui cresciuto in Winsconsin, lei in Connecticut erano molto diversi. Lui cattolico, lei atea e progressista. Non si sposarono mai proprio perché la fede religiosa di lui, gli impedì di divorziare dalla moglie. Attori bravissimi, anche loro vincitori di Premi Oscar e altri, e anche loro hanno recitato insieme in parecchi film.

Benchè abbiano sempre cercato di tenere segreta la loro storia d’amore, nell’ambiente di Hollywood la conoscevano tutti, e questo anche grazie alla profonda sintonia che emergeva durante le scene dei film. Impossibile non capire cosa realmente ci fosse fra loro. Quando lui è morto erano a casa insieme, e da due mesi avevano finito di recitare in Indovina chi viene a cena?

Costantino II di Grecia e Anna Maria di Danimarca

Questa volta parliamo di amore fra Reali. Il loro primo incontro risale al 1959, quando Costantino è impegnato in un viaggio ufficiale in Danimarca, Svezia e Norvegia. Lui ha 19 anni e lei 13. Si rividero nel 1961, poi l’anno successivo e l’anno successivo ancora, quando Anna Maria fu una delle damigelle al matrimonio della sorella di Costantino, Sofia, che sposò Juan Carlos di Spagna. Nel 1964 fu il loro turno, sì perché anche se erano giovanissimi, non volevano aspettare troppo e poi, improvvisamente era mancato il padre di Costantino, il Re Paolo, quindi governare la Grecia con la sua Anna Maria sembrava la scelta perfetta.

Come Re, non ebbe molta fortuna: il suo regno infatti durò solo tre anni per via di un Colpo di Stato che lo costrinse all’esilio insieme alla sua famiglia. I continui cambi di residenza, la tensione emotiva provocata dalla difficile situazione politica e istituzionale greca, non risparmiarono momenti difficili alla coppia, ma anche qui, come nelle più belle storie, l’amore, l’ammirazione e la stima reciproci hanno permesso di superare tutto e di rimanere insieme fino alla morte di lui, tra l’altro molto recente (2023).

Carolina di Monaco e Stefano Casiraghi

Chiamare favola il matrimonio di Carolina e Stefano potrebbe sembrare banale, ma è la descrizione perfetta. E’ durato solo 7 anni, ma credo che in quel periodo chiunque avrebbe voluto essere al posto dell’uno o dell’altro. Hanno rappresentato l’amore, la felicità terrena, l’unione indissolubile, la comprensione profonda e lo hanno fatto nel modo più naturale possibile. Si conoscono a una festa, si rivedono a bordo di uno yacht di amici comuni, e scatta il colpo di fulmine. Lei è reduce dal fallimento del matrimonio con Philippe Junot, lui è fidanzato. Da quella vacanza in mare la decisione di sposarsi è immediata, e poi non si separeranno mai. Tre figli e un amore grande, fino alla tragica morte di lui durante una competizione sportiva, in mare. E questa è l’ironia della sorte: il mare che li aveva uniti, dopo poco tempo li aveva divisi.

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Ormai ci ho preso gusto a manipolare titoli famosi per adattarli ai miei racconti.

Iron

Iron è un incrocio fra non so bene chi, ma direi che in mezzo c’è un Labrador. E’ femmina, anche se ha un nome maschile. A maggio compirà otto anni, anche se chi non la conosce gliene dà di meno. Questo perché ha mantenuto la personalità di un cucciolo. E’ molto affettuosa con tutti quelli che hanno un buon odore, con gli altri mostra indifferenza. Non è aggressiva con i suoi consimili, però, come si dice dalle mie parti: “ognuno a casa sua”.

Le cose che le piacciono

Le piace sicuramente uscire a passeggio, anche se con lei raramente si passeggia, è più un trotto che poi, quando torni a casa ti accorgi che hai fame; mentre trotta annusa, trotta e annusa, trotta e annusa e poi di colpo si ferma perché c’è un odore interessante e bisogna studiare e capire bene; le piace la sirena dell’ambulanza, e siccome abitiamo in una zona dove il passaggio di questo mezzo è frequente, il piacere lo manifesta. E come lo manifesta? Ululando. Immaginate, l’ambulanza da una parte a sirene spiegate, a volte pure la sirena dell’auto del medico e lei dall’altra. Un concerto gratuito. Questo se è a casa; se invece la sente arrivare quando è per strada, si ferma proprio e la guarda passare, e mentre la guarda ulula. E questo è il suo saluto.

Poi le piace il cibo. Diciamo che per il cibo si vende. Le piacciono tutte le verdure, specie i broccoli, non vi dico i finocchi, le uova e le banane. In qualsiasi punto della casa si trovi, se sente movimento in cucina, si fionda e sfodera il suo talento di attrice: sa fare benissimo la faccia triste e affamata del randagio che vive di stenti. Se siamo a tavola, a turno cerca di impietosire tutti, in realtà, quasi tutti, perché lei sa bene da chi non ricava niente, e passa oltre. Poi le piace il contatto fisico: quando ha voglia di carezze, bisogna interrompere qualsiasi cosa perché è così e basta.

…E quelle che non le piacciono

Quelle che non le piacciono non sono molte, ma sono chiare. Per cominciare, non gradisce che si tocchino i suoi giocattoli: non reagisce male, ma cerca di riprenderseli, se invece ha voglia di giocare oppure se è contenta quando rientriamo a casa, è lei a offrirli. Non le piace nemmeno che si tocchino i suoi lettini…No, non ho sbagliato a scrivere al plurale: ne ha tre sparsi in due case, poi volendo anche quelli delle mie figlie. Per finire, non le piace molto sedere sul sedile posteriore, quando è in auto; vuole stare davanti in braccio al passeggero. Ma questo è pericoloso, non si può fare.

Adesso, se volete raccontatemi la vostra esperienza con i cani o altri animali. Io, tempo fa scrissi dei miei levrieri: vi metto il link dell’articolo qui sotto.

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