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Anne Hathaway

A 20 anni dalla prima uscita, si affaccia il sequel (io dico sequel, non siquel, perché è latino); in passato mi ero chiesta se ci sarebbe mai stata una continuazione, per cui, non potevo e non volevo perdere l’occasione di vedere un po’ il risultato.

La mia opinione

Forse perché le mie aspettative erano alte, forse perché il primo era un concentrato di glamour, ambizione, competizione, dialoghi ironici ma anche sarcastici, cast di livello e tanti meravigliosi outfit, che poi, il secondo, mi è sembrato una candela quasi del tutto sciolta. Troppo severa? Non credo.

Il fatto è che mi è stata una operazione essenzialmente malinconica. Certo, Meryl Streep è sempre credibile, ma esausta e sembra non stare al passo con le vicende del momento. Anne Hathaway ha delle battute un po’ scontate, così come già visto sembra il ruolo di Emily Blunt, ma che, questa volta, si spazientisce con Donatella Versace. Stanley Tucci, sempre simpatico e profondamente buono, ma forse il suo personaggio meritava più spazio.

Va bene, ha anche dei punti positivi: intanto il tema dell’avvento del digitale e del suo impatto sul futuro lavorativo dei giornalisti; l’intesa tra i personaggi, che sembrano più affiatati e infine, le scene girate in Italia (che non guastano mai).

Tutto questo, però, a mio parere, non è sufficiente a definirlo un ritorno degno del primo, perché fra l’altro, cade spesso nel luogo comune, con battute scontate e poco incisive. E se, fra altri 20 anni, ci fosse un terzo?

Scrivete nei commenti cosa ne pensate, vi aspetto.

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One day

di Le righe di Ornella

E’ un film uscito 10 anni fa e io l’ho scoperto di recente. L’ho visto in inglese ma in due volte, perché se guardi i film sul computer portatile, a casa, capita pure che tu debba premere “stop” e interrompere la visione, per dedicarti ad altro. Cosa che non succede se vai al cinema, per fortuna.

Anne Hathaway e Jim Sturgess, gli attori protagonisti. Emma e Dexter, i personaggi che interpretano. Il cast è ovviamente più corposo, ma la storia fra loro due è solo leggermente sfiorata dagli altri personaggi. E si sviluppa lungo 18 anni.

Comincia con il giorno della loro laurea il 15 luglio a Edimburgo. Dopo i festeggiamenti e una notte passata insieme, i due promettono di rivedersi ogni anno, nello stesso giorno. Nasce un’amicizia profonda che ha in sé i semi di una storia d’amore. Questi semi, però non vengono piantati per diversi anni perché lei teme che se una loro storia non funzionasse, perderebbero tutto quello che hanno; e poi è una idealista con un sogno da realizzare, che non teme di fare lavori che non c’entrano nulla con la passione per la scrittura, pur di essere indipendente; lui è ricco, e inizia a lavorare in programmi televisivi trash, che non gli piacciono e non piacciono neanche alla sua famiglia, ma sembra non avere passioni da inseguire.

Pur di non cedere alla tentazione di stare insieme, iniziano una relazione con altre persone e lui diventa anche padre. Ovviamente lo spettatore sa già che si tratta di relazioni destinate a finire. Ops, ho scritto troppo!

Ad un certo punto però, frenarsi non è più possibile e lei cede all’inevitabile storia d’amore che finalmente nascerà. Il resto, per chi come me ignorava questo film e decide di guardarlo, è a sorpresa.

Regia femminile della danese Lone Scherfig, sceneggiatura di David Nicholls, che è anche l’autore del romanzo. Le musiche sono di Rachel Portman, musicista britannica che in verità, non conosco.

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