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Altamura

L’Università del Tempo Libero organizza, fra tante attività, anche escursioni e gite. La sede di Monopoli, che io frequento, come prima gita di quest’anno ha pensato a due tesori della nostra Puglia: Gravina e Altamura.

Gravina prende il suo nome proprio dalle gravine, cioè spaccature del suolo, (somiglianti ai canyon), che caratterizzano il territorio. Altamura è legata a Federico II di Svevia.

Gravina

La prima notizia che ci dà Piero, la guida del posto, è che Gravina è la città di nascita di Papa Benedetto XIII. Nato Pierfrancesco Orsini, figlio del duca Ferrante degli Orsini e di Giovanna Frangipani della Tolfa, rinunciò ai diritti di primogenitura in favore del fratello Domenico, intraprendendo la carriera ecclesiastica.

La passeggiata per raggiungere la Basilica Cattedrale, già mostra una città con strade larghe e un centro storico pervaso da una luce intensa, quasi abbagliante.

La costruzione della Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta risale al periodo tra il 1200 e il 1500. Nonostante le trasformazioni subìte nel tempo, conserva ancora l’impianto di matrice normanna. La facciata esterna, sobria ma elegante, colpisce con il suo rosone che racchiude un bassorilievo dell’Assunta e con i tre portali d’ingresso.

All’interno, si trova una ampia navata centrale con due navate laterali ricche di decorazioni in stile barocco; barocco è anche il soffitto con decori in legno dorato e intagliato, su un fondo scuro che serve a metterli in risalto. Sempre sul soffitto, nel 1600 furono applicate quattro grandi tele. Nelle navate laterali ci sono alcune cappelle con bellissimi altari in marmo, di fattura napoletana, veri capolavori di arte sacra.

Lasciando la Basilica Cattedrale, ci siamo fermati davanti all’ingresso della Biblioteca Finya (non ricordo se la Guida abbia detto la più antica di Puglia o, una delle più antiche, chiedo scusa).

Non siamo entrati ma abbiamo appreso una curiosità sull’orologio in alto che, oltre a segnare l’ora è un vero automa, avendo raffigurati Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi che muovono gli occhi. La storia dietro a questo meccanismo si può ascoltare proprio dalle guide locali.

Un’altra bella sorpresa è stata la chiesa di Santa Maria del Suffragio (chiesa del Purgatorio). E’ detta chiesa ducale perché la sua edificazione si deve ai duchi sopracitati; inoltre, rientra nel gruppo di chiese votate al culto dei morti. E’ un gioiellino e consiglio la visita.

Gravina ospita quattro musei: noi abbiamo visitato una parte del Museo Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, in cui abbiamo visto affreschi, carrozze calèche, cioè carrozze molto eleganti, di rappresentanza, in voga nel 1700.

Chi voglia visitare Gravina, non dimentichi il Ponte Acquedotto Viadotto, un ponte lungo 90 m. che serviva a collegare le due sponde del torrente di Gravina, per raggiungere il Santuario della Madonna della Stella.

Gravina ospita la Fiera di San Giorgio, la fiera più antica di Italia, dal 20 al 25 aprile; è, inoltre, spesso un set cinematografico per produzioni italiane ed estere.

Altamura

Altamura, in comune con Gravina ha le belle strade larghe, o quantomeno quelle che abbiamo percorso, lo sono. Anche qui, il primo appuntamento è presso la cattedrale della città, dedicata a Santa Maria Assunta. E’ un bell’esempio di architettura romanico-pugliese, costruita nel 1232 su volere di Federico II di Svevia. All’ingresso, o meglio ai lati dell’ingresso, ci “accolgono” due leoni stilofori, a sostegno delle colonne, che come ci racconta la nostra guida Cosimo, sono simbolo di forza e protezione.

L’interno si presenta solenne con la navata centrale e gli altari laterali, le importanti cappelle e la statua di San Giuseppe con il Bambino; Il soffitto in legno è un altro elemento ricco e distintivo.

Consiglio a chi visiterà la cattedrale di salire verso i matronei: balconi o loggiati destinati a ospitare le donne aristocratiche durante la messa. Oggi ospitano una mostra (credo permanente) del Museo Diocesano Matronei Altamura, che consente di ammirare da vicino oggetti liturgici dei secoli XVII-XVIII e alcuni preziosi mantelli papali.

E il profumo del Pane di Altamura? Quello lo abbiamo solo percepito nell’aria, poiché, la produzione giornaliera era quasi esaurita e non sufficiente a soddisfare una comitiva di quasi 60 persone.

Chi volesse aggiungere qualche notizia, può scriverla nella sezione commenti: mi farà molto piacere leggere la vostra esperienza.

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