Tag:

Bisceglie

Tutta la settimana a guardare le previsioni del tempo per il giorno della gita, salvo poi arrendersi alla certezza che sarebbe piovuto; il lato positivo è che il disagio per una comitiva di, credo, 80 persone è durato un paio d’ore scarse, quello negativo è che non tutti erano attrezzati per ripararsi. Sto parlando della gita di metà maggio organizzata dall’Università del Tempo Libero, con sede a Monopoli, e diretta da una guida regionale.

Giovinazzo

E’ stata la nostra prima tappa. Siamo arrivati in Piazza Vittorio Emanuele II che già pioveva da un po’; qualcuno ha comprato ombrelli da una tabaccheria che si affaccia proprio sulla piazza ed è iniziata la nostra visita. Al centro di questa piazza, la Fontana dei Tritoni, costruita nel 1933 dallo scultore Tommaso Piscitelli; di fronte, la Chiesa di San Domenico, con una scalinata a doppia rampa e che rientra nell’imponente complesso del Convento dei Domenicani.

Lasciamo la piazza in favore del centro storico e passiamo dall’Arco di Traiano: un arco fatto costruire dall’imperatore per rinforzare le mura difensive, sorretto da quattro colonne miliari della Via Traiana, che però non passava da Giovinazzo.

Per gentile e non scontata concessione del parroco (nota polemica), siamo potuti entrare nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, un’opera architettonica realizzata nel XII secolo in stile romanico pugliese, rimaneggiata a metà del 1700, con tre navate, diverse cappelle, la più importante delle quali realizzata da Gennaro Sammartino, e dedicata al Santissimo Sacramento.

Nella nostra passeggiata lungo il centro storico, abbiamo visto il porticciolo e abbiamo percorso uno dei due lungomari della città senza, però, poter rallentare l’andatura per godere del mare, per via della pioggia, la quale ci ha liberato quando ormai la nostra visita era quasi conclusa.

Bisceglie

E’ stata la nostra seconda tappa, questa volta con il cielo terso, per visitare la Cattedrale di San Pietro Apostolo. Anche questa cattedrale è in romanico pugliese, ed è stata edificata tra il 1073 e il 1295; presenta tre navate, tre absidi, un transetto, matronei sui laterali e una cripta. Questa cripta, che poggia su dieci colonne, conserva le reliquie dei tre Santi protettori: Mauro (un vescovo), Sergio e Pantaleone (due cavalieri), martiri della cristianità.

Barletta

Di Barletta, ho già parlato in un altro articolo: Barletta e Trani; questa volta siamo tornati per il castello e per il museo civico.

Museo civico. A partire dal 2003 si trova all’interno del Castello Svevo, ma quando fu istituito si trovava all’interno del convento domenicano (1929). E’ diviso in tre settori: Galleria Antica, Galleria dell’Ottocento, Galleria Ferdinando Cafiero. Ospite ricche collezioni di archeologia, di pittura ad opera di artisti locali e un busto che forse apparteneva a Federico II.

Castello. Il Castello ha subìto diverse stratificazioni perché nei secoli diverse sono state le dinastie reali che ne hanno avuto il controllo. Costruito dai Normanni fra l’XI e il XII secolo. Nel XIII passa nelle mani di Federico II di Svevia, che lo amplia e lo rende una delle residenze difensive più importanti della Puglia.

Sconfitti gli Svevi, passa a Carlo I d’Angiò. Egli intende cancellare ogni segno del precedente proprietario, per una personale ostilità, e infatti lo modifica per dare una impronta nuova.

Dopo gli Angioini arrivarono gli Aragonesi, siamo fra il XV e il XVI secolo. I n questo periodo si decidono ancora lavori strutturali per aumentarne la sua funzione difensiva, specie della costa Adriatica. Rimase una fortezza militare fino al 1800 e fu colpito durante la Prima Guerra Mondiale.

Potrebbe interessarvi anche Bologna

2 commenti
0 FacebookTwitterPinterestLinkedinTumblrRedditStumbleuponWhatsappTelegramLINEEmail