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Draisina

Concordiamo tutti sul fatto che la bicicletta sia il mezzo di trasporto più vicino al rispetto per l’ambiente, per la natura, al benessere psico-fisico di chi la usa. Un tempo però, cioè nel 1800 non era esattamente un veicolo che avremmo considerato comodo.

Parliamo della bicicletta scuotiossa.

Origini

La scuotiossa nacque nel 1860, in Francia da Pierre Michaux e suo figlio Ernest. Il suo nome non era per niente esagerato dato che le strade del tempo non erano asfaltate e ad ogni buca il ciclista sobbalzava.

Il telaio era in legno e le ruote in ferro, ma anche il contrario, secondo i modelli, e in entrambi i casi, guidarla era una piccola impresa.

Questa invenzione fu una versione moderna della draisina o Cavallo di Drais, del 1817: infatti i Michaux montarono i pedali direttamente sulla ruota anteriore. La draisina, invece, non aveva i pedali e si muoveva quando il guidatore esercitava una spinta con i piedi sul terreno.

Anche il sedile era particolarmente scomodo, benché avesse una molla per attutire i colpi.

Impatto sulla società dell’epoca

Nonostante tutte le difficoltà di utilizzo, rappresentò una vera rivoluzione, una alternativa al cavallo e alla carrozza, e per le donne una forma di emancipazione. Ovviamente, che una donna andasse in bicicletta diventò un argomento scottante sui giornali dell’epoca, poiché si riteneva che la moralità femminile fosse a rischio. Al di là di questo aspetto, la bicicletta contribuì a modificare anche l’abbigliamento di signore e signorine, per renderlo più pratico, e introdusse i bloomers, i pantaloni alla turca, che furono altra legna per il fuoco dello scandalo.

Il declino

La sua fortuna durò poco; dopo qualche anno fu sostituita dalla penny-farting e poi dalla safety bicycle, che aveva le ruote di grandezza uguale e anche la catena. Oggi esistono pochissimi esemplari di scuotiossa, per i fortunati antiquari che le possiedono e naturalmente valgono molto.

Curiosità

Il figlio di Napoleone III girava su una scuotiossa , così guadagnò il soprannome di Velocipede IV.

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