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Galateo del cane

Un paio di settimane fa ho parlato dell’esperienza con i miei levrieri. Una convivenza molto bella fatta anche di rispetto reciproco. Torno sul rapporto con i cani, ma su un piano generale e legato al bon ton.

Forse il titolo vi avrà rimandato a un drago-cane a sei zampe, che emette lingue di fuoco, e che è il simbolo di una nota compagnia petrolifera. In realtà le due zampe in più del titolo, sono le gambe del padrone.

Avere un cane, o un qualsiasi animale che si adatti alla vita domestica, senza che debba rinunciare alla sua essenza (gli uccelli in gabbia), è una esperienza emotivamente e affettivamente forte. La Medicina ha inserito il rapporto uomo-animale fra le possibilità di cura di alcune malattie.

Detto questo, a noi sostenitori delle buone maniere piace conoscere e applicare il comportamento più educato, come possessori o meno di un cane.

Chi possiede un cane, per strada lo terrà al guinzaglio e questo non solo per non arrecare disturbo ai pedoni, ma per la sicurezza del cane stesso. Vi ricordate di quando ho scritto che il mio levriero Indiano fu investito? Ebbene, accadde perché trotterellava davanti a noi, senza guinzaglio. In un negozio lo terremo in braccio. Certo, se abbiamo un alano è un po’ complicato; in questo caso cercheremo una soluzione al momento. Se in nostro cane è imprevedibile, se purtroppo ha dato segni di intolleranza sarà bene prevenire con una museruola. In generale, è meglio che l’animale non entri in contatto con persone estranee.

Manteniamo puliti gli ambienti in cui il nostro cane vive: non solo per la sua salute, ma per quella di tutti i conviventi; se sporca in un luogo pubblico o privato aperto al pubblico, toccherà a noi provvedere a ripristinare pulizia e igiene.

In ultimo, chi non possiede un cane ha mille motivi validi; evitiamo di imporre la nostra bestiola come se fosse un dono del Cielo. Se non piace, non piace.

E adesso tocca a chi il cane non ce l’ha. Vi piacerebbe prenderne uno ma siete allergici, non avete spazio in casa, non potete dedicargli tempo, oppure non vi piacerebbe affatto averne uno. Tutto lecito. Quello che non va bene è tormentare chi ce l’ha, spesso con lamentele ingiustificate. Ne ho viste e sentite spesso, e guardando il cane di turno, ho compreso cosa vi avrebbe detto se avesse potuto parlare. A presto

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