Come dico sempre (per qualcuno fino alla noia), amare i libri e amare la lettura sono cose diverse. E se non fosse chiaro, propendo per la seconda. Di libri brutti è pieno il mondo. Siccome a me piace leggere, leggo pure le scritte pubblicitarie sui furgoni, le strisce luminose delle farmacie che a volte recitano “aperti tutti i sabato” e in genere, tutto quello che ho a tiro. Da ragazza, anche i fumetti, Intrepido e Monello. Quanto mi piacevano! E quanto mi sentivo una femminuccia tra i maschi! Sì perché (in realtà non so perché), non avevo amiche che li leggessero, come me. Ma partiamo dall’inizio: non riesco a ricordare chi me li passasse; tanto perché si sappia, non avevo il permesso di tenere soldi in tasca e quindi ricordo perfettamente di non averne mai comprato un solo numero.
Dunque, dicevo, qualcuno (di cui non ricordo né il viso né il nome) me li passava e se dovesse riconoscersi mentre legge, si faccia avanti. La cosa si svolgeva così: prima controllavo i titoli di tutte le storie e poi facevo un indice personale, che spesso non aveva niente a che fare con la successione già stabilita, nel giornaletto. E poi, ovunque mi trovassi, mi sistemavo per leggere senza seccature intorno. Le storie erano diverse, per accontentare tutti, ma per esempio, L’Intrepido strizzava l’occhio allo sport, il Monello era più generalista. Poi non so come, ho smesso di leggerli, o “il dimenticato” ha smesso di passarmeli. E’ certo, però, che li ho sempre restituiti, perché non ne possiedo neanche un numero. O forse li buttavo? No, non credo. Intanto ho scoperto che non si pubblicano più.
A pensarci, mi piaceva anche Diabolik con la sua bellissima Eva Kant. Questo lo leggevo di nascosto perché mio padre non gradiva che mi appassionassi alle storie vincenti di un ladro e di sua moglie, ladra pure lei. Ma a me, che sono romantica, piaceva molto l’idea di una storia d’amore indissolubile, di totale fedeltà, pura e inattaccabile e che i due facessero i ladri di alto profilo, era secondario. La loro vita avventurosa, scaltra, ricca di colpi di scena nella quale erano inseparabili, per me 15enne era un piccolo sogno che non mi ha mai lasciato.
Detto questo, non si ruba, mai. Nemmeno se si è belli, innamorati e invincibili.
