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occhiali tempiali

Questo è un argomento buono per più di una categoria. Ho scelto “Antiquariato” ma non escludo che in futuro ci torni su per parlarne ancora, sotto altri aspetti.

Sull’origine degli occhiali ci sono molte teorie. I Greci avevano scoperto che una palla di vetro riempita d’acqua aveva il potere di ingrandire gli oggetti. In linea di massima, pur se con nomi e riferimenti diversi, si concorda sul fatto che l’invenzione degli occhiali risalga al 1200, in Toscana. Nelle ricerche che ho fatto c’è un nome che ritorna: Salvino degli Armati. Con molta probabilità è a lui che si deve l’invenzione degli occhiali. Naturalmente, all’epoca si trattava di un oggetto veramente essenziale; due lenti tenute insieme da un ponticello che poteva essere di rame o cuoio. Il risultato era una struttura rigida che richiedeva un certo impegno, di tenerla ferma sul naso e in equilibrio, da parte di chi la inforcasse.

Con l’invenzione della stampa e la maggiore diffusione di libri, aumentò la richiesta di occhiali e quindi la produzione, avviata anche a Venezia. Inoltre fu sempre durante il Rinascimento che i modelli furono prodotti con materiali più flessibili, che si adattavano meglio al viso. Poi arrivarono gli occhiali con nastri, da fermare dietro l’orecchio, ma nel 1700 apparvero i cosiddetti “occhiali tempiali”. Erano modelli con stanghette che si poggiavano sulle tempie ma anche con stanghette molto lunghe, (divise in due da una cerniera) che circondavano la nuca.

Sempre in questo periodo furono prodotti, a Venezia, gli “occhiali da gondola” con lenti verdi, per proteggersi dal Sole. A dir la verità, già Nerone usava una lente di smeraldo durante gli spettacoli al Colosseo. “Pince-nez” e “Face-à-main” furono modelli molto in voga nel 1800. I primi, detti anche “stringinaso”, aderivano al naso grazie a una molla. Erano prevalentemente maschili, come pure il monocolo che si incastrava tra occhio e arcata sopraciliare. I face-à-main avevano un bastone verticale, spesso intarsiato, con il quale di fatto l’occhiale si teneva con la mano. Erano femminili e di lusso, delle piccole opere d’arte.

I “fili” erano occhiali in alluminio, estremamente sottili e leggeri. Detti anche “alla Cavour” furono in voga nel 1800. Poi arrivarono gli occhiali sportivi, da automobilismo, da motociclismo e da sci. E nel XX secolo furono i Persol 649, i Ray Ban, e gli occhiali “da divo” i modelli cult, ancora in produzione.

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