Ho visto Roma, per la prima volta volta, dal finestrino dell’aereo, avevo 27 anni. Prima mattina di fine luglio, cielo pulito, Sole ancora clemente, e sotto lei, l’Eterna. In quella occasione, Roma era solo un tramite prima di Vienna, e la seconda cosa che vidi fu l’aeroporto di Fiumicino. Un’ora di attesa prima della coincidenza. Quindi Vienna, poi Praga, poi di nuovo Roma e poi casa. Ma di Roma nuovamente solo l’aeroporto e il panorama dall’alto.
Passarono 4 anni e si creò l’occasione per andarci sul serio. Nel frattempo avevo 31 anni e pure due figlie. Posso dire che da allora l’incanto che ho provato non è mai venuto meno e so che sarà sempre così.
Dunque, avendo due figlie molto piccole, quasi 3 anni la grande e 1 la piccola, si scartarono monumenti e musei e si scelsero lunghe passeggiate in cui comunque c’era moltissimo da ammirare. La prima cosa furono i Fori Imperiali e il Colosseo; nel pomeriggio Piazza Navona, Piazza di Spagna e Trinità dei Monti. Il giorno dopo la Fontana di Trevi e il Pantheon (ma solo da fuori). Per mangiare una trattoria in Largo del Pallaro. Andavamo sempre lì, tranne un pranzo veloce prima di rientrare in Puglia, che facemmo in un fast food dove un ragazzo distratto mi versò un bicchiere di birra sulla camicia. A me poi la birra non piace, quindi immaginate la goduria di avere questo odore sotto il naso!
Passarono credo 7 anni e fummo invitati a Roma da un’amica che ha due figlie, quasi coetanee delle mie. Era metà settembre e si trattò dell’ultimo fine settimana prima della riapertura delle scuole. Lei vive a Prati. Un week end bellissimo. Intanto, nel pomeriggio di venerdì visitammo Castel Sant’Angelo e mi piacque molto. Dopo cena, un giro a Trastevere e poi Piazza Navona piena di gente e artisti di strada. Il giorno dopo al Colosseo, questa volta però una visita seria, con la guida e il materiale e poi una passeggiata lungo la banchina del Tevere, dove ci sono delle bancarelle di libri (ti pareva!) e poi un giro in battello, che in vacanza non guasta mai.
La domenica, ultimo giorno di vacanza, scegliemmo il Parco Archeologico di Ostia Antica. Fu una giornata molto divertente. La nostra amica aveva molto materiale da consultare sulla storia di questo sito e ci muovemmo facilmente fra le rovine. In più, le nostre rispettive figlie misero in scena, proprio nel teatro del sito, una parte de “Il gladiatore” che avevano visto poco prima, e qualche turista si fermò addirittura a guardarle. Sempre quell’anno ritornammo a Roma per due compleanni, a ottobre e a dicembre e visitai Villa Pamphili, Villa Borghese e i Castelli Romani, un insieme di paesi dei Colli Albani (ma di sera e velocemente).
Poi basta per 13 anni.
Sì, per anni ho visto Roma solo in tv, servizi dei telegiornali, film e documentari. Poi, nel 2016 è successa una cosa bella e da quel momento non ho più smesso di andare a Roma, addirittura con una cadenza mensile. Mai lo avrei solo immaginato. Da allora ho visto tante altre cose da aggiungere alle precedenti, ma sicuramente ancora poche e questo mi piace perché vuol dire che “sono costretta” a tornarci.
Ovviamente, ho anche mangiato molto bene; fra le altre cose, gelati stellari. Diciamo che in Italia si mangia bene ovunque. Ma le ricette tipiche devono essere mangiate nel posto di provenienza. Lo dico perché l’amatriciana che si fa qui in Puglia, non si avvicina neppure a quella originale. Ma a pensarci, non sono ancora riuscita ad assaggiare il maritozzo con la panna, un altro motivo valido, molto valido per tornarci. L’unica nota negativa delle trattorie romane è il numero di tavoli, troppi. A volte, se si è un pizzico curiosi, si possono sentire i discorsi dei vicini e rischiare di far sentire i propri. Però è un dettaglio scusabile. Tutto il resto è magnifico e unico al mondo, ed è in Italia.
