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Raymond Queneau

Immaginate la scena: io al mare, lettino con tettuccio, ombrellone e libro del momento: I fiori blu di Raymond Queneau. Di questo romanzo non sapevo nulla, nemmeno dell’Autore. Ce l’ho, semplicemente perché fa parte di una collana di 102 libri, che ho comperato anni fa, in edicola, in allegato ad un quotidiano. Il quotidiano mi serviva per cose diverse dalla lettura, tanto per dire.

Dunque, passando in rassegna i libri non ancora letti, scelsi questo e lo infilai nella borsa da mare. Dovete sapere che, al mare mi risulta difficile leggere; quell’anno invece, era il 2011, nel solo mese di agosto lessi 4 libri e tutti in spiaggia, mah…

In più, scoprì che i libri, oltre alla lettura, oltre ad arredare (sì, pare che ci sia gente che li compra per arredare), possono tenere a bada scocciatori/trici di ogni genere: dal bagnante palestrato che vuole attaccare bottone, alla logorroica vicina di ombrellone che ha scelto proprio te per raccontarti la sua vita, dalla fine dell’estate passata, fino a quel momento. So che sapete di cosa parlo. Fate così: mentre ascoltate, infilate la mano nella vostra borsa lentamente, fingete di cercare qualcosa ma non distogliete lo sguardo da chi vi straparla, non sarebbe cortese. Annuite sorridendo, la mano sempre nella borsa. Quando capite che sta arrivando un invito dal piacione o un nuovo fatto dalla vicina, tirate fuori il libro e poggiatelo sul lettino, accanto a voi, sempre con nonchalance. Sappiate che funziona. Vi lasceranno stare nel giro di poco.

Tornando alla funzione principale del libro, in un giorno qualunque di agosto 2011, appunto, iniziai a leggere I fiori blu. Tradotto in italiano da Calvino, il titolo, è una espressione di Baudelaire, indica le persone romantiche e la purezza perduta e anche se la trama è molto particolare, direi surreale, i personaggi hanno caratteristiche romantiche evidenti.

E poi fa tanto ridere.

La storia è ambientata in Francia. I protagonisti, il Duca d’Auge e Cidrolin, si sognano a vicenda. Il primo viaggia nei secoli con i suoi due cavalli parlanti; il secondo è fermo sempre nello stesso anno e vive sempre nello stesso posto e benché sia pigro, ha il suo bel daffare quotidiano. Non voglio dire di più, ma vi consiglio di leggerlo perché il divertimento è assicurato, e la sorpresa di fronte a uno stile linguistico totalmente nuovo, pure, e quando lo avrete finito vi dispiacerà. Ma con i libri succede spesso.

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