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Rowan Atkinson

Questi nomi non sono scritti né in ordine alfabetico, né in ordine di importanza o notorietà. Semplicemente, nell’ordine in cui li ho conosciuti.

Per quanto mi sforzi, non riesco a ricordare a che età scoprì Totò. So solo che, come milioni di persone, da quel momento non ho mai smesso di ridere alle battute, anche sentite più di una volta, come so che riderò alle prossime, perché non ho ancora visto tutti i suoi film.

Ma poi, Totò era capace di far ridere anche senza dire una sola parola. Intanto, grazie al volto. Mi ricordo che da piccola (ma anche adesso) bastava quello a mettermi allegria, perché era fatto apposta per mettere allegria. Poi l’andatura, lievemente ritmata, come un felino durante un agguato e la voce forte e chiara, accompagnata da un leggero accento napoletano.

Normalmente Totò piace molto, eppure ho conosciuto un paio di persone a cui non piaceva per niente e non capivano come mai fosse tanto apprezzato. Io e altri milioni di ammiratori, abbiamo un’idea diversa.

Charlie Chaplin. E’ stato attore comico, compositore, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore. Ha inventato il personaggio chiamato “The Tramp” (il vagabondo) che poi è diventato per tutti Charlot. Charlot, è un ometto poverissimo, con modi raffinati e una certa caparbietà, che lo aiuta a superare tutti gli ostacoli di una vita complicata. E’ stato il personaggio muto famosissimo, anche se quelli di Buster Keaton lo furono per eccellenza. Di Keaton e dei suoi personaggi, non dirò nulla perché li conosco molto poco.

Gilberto Govi. Più grande di età di Totò, me lo ha fatto conoscere mio padre. E’ stato un attore di teatro, di cinema e televisione. E’ stato anche un disegnatore: era molto abile nel disegnare caricature di se stesso e questo gli consentiva di creare sempre nuove espressioni da dare ai personaggi. Anche lui, strappava risate senza aprire bocca. Normalmente recitava in dialetto genovese e anche se i testi delle commedie erano scritti in italiano, lui li traduceva sempre. Il suo non era un teatro intellettuale, anzi sceglieva volutamente commedie che parlassero della vita di tutti i giorni e della gente comune. Chi non lo conosce, può trovare su internet le sue commedie e anche se qualche battuta in dialetto può risultare incomprensibile, vi assicuro che vi divertirete. Per iniziare, suggerisco “Pignasecca e Pignaverde”, commedia teatrale registrata nel 1957.

Rowan Atkinson. Ecco il terzo. Come credo moltissimi, l’ho scoperto con Mr Bean. A oggi non mi viene in mente un altro attore, vivente, che sappia recitare quasi solo con la faccia. In effetti in tutte le numerose puntate della serie, il personaggio pronuncia pochissime parole. Mr Bean è un irritante, maldestro ma anche ingegnoso uomo con una Mini verde, una eterna fidanzata e l’immancabile orsetto di peluche di nome Teddy, che possiede sin da piccolo. E’ dispettoso, non si fa scrupoli a creare situazioni fastidiose per chiunque e questo, solo per puro divertimento. Oltre alla serie televisiva, su Mr Bean sono stati girati due film e dal 2002 al 2019 un cartone animato di grande successo. Anche nel cartone parla pochissimo.

Di Atkinson però, mi piace anche Johnny English, un agente dei servizi segreti britannici, decisamente incapace e goffo che ovviamente, in modo totalmente fortuito, riesce sempre a portare a termine le sue missioni. Questo personaggio, invece parla, spesso balbetta e altrettanto spesso dice troppo, accorgendosi solo subito dopo di essersi messo in situazioni imbarazzanti o addirittura pericolose. Al momento, su Johnny English sono usciti tre film.

Avrete notato, che su Totò come su Chaplin, non ho indicato alcun titolo: è impossibile scegliere. Fate da soli, iniziate da uno qualsiasi e non smetterete più. Giuro.

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