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Sabrina e Franz

Mi sono chiesta per anni cosa volesse dire “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Poi ho letto il romanzo, di Milan Kundera (per i pochissimi che non lo sanno), e sinceramente non è bastato. Così, ho continuato a cercare.

Il titolo è misterioso e per questo accattivante. Certo, dovrebbe essere così per tutti i romanzi o film: il titolo vale quanto la trama, e se è criptico il primo sarà intrigante la seconda. I personaggi sono 4 (come i Fab Four, direte voi? No, non c’entrano niente, tranne che più o meno per il periodo in cui si sono mossi), chiamati “Il Quartetto di Kundera”, appunto.

Dicevo, i protagonisti del romanzo sono 4: Tomas, Tereza, Sabrina e Franz. Tomas e Tereza i cardini e la Primavera di Praga, fino all’invasione da parte dell’Unione Sovietica, lo sfondo. Tomas è un chirurgo con la passione per le donne, a cui non sa rinunciare neanche quando conosce e si innamora di Tereza, una fotografa; Tereza per questo si lacera di gelosia. Sabrina è una pittrice che ha una relazione con Tomas ma si innamora, ricambiata, di Franz, professore universitario.

La trama non è altro che la base per la riflessione che Kundera rivolge ai suoi lettori: leggerezza e pesantezza esistono, ma possono convivere? La leggerezza di Tomas che ha tante amanti ma un solo amore può convivere con Teresa, fragile e malinconica e che rappresenta la pesantezza del legame serio? E possono Sabrina e Franz, spirito libero lei e uomo leale e onesto lui, ma ingabbiato nella rete delle convenzioni sociali, cedere al loro amore? Sabrina incapace di impegnarsi in una relazione seria, lascerà Franz, pur amandolo; Franz per questo, morirà. Tomas si arrenderà a Tereza, dopo aver provato a starle lontano vanamente, e insieme andranno incontro al loro destino che poi è anche la conclusione del romanzo.

Ovviamente, il mio è solo un veloce sorvolo sulla trama, che in realtà e molto intensa e complessa.

E infatti, con questo lavoro, Kundera è entrato a gamba tesa nel circolo dei grandi scrittori del ‘900; qui si tratta di una indagine sull’esistenza umana; un viaggio bello e difficile, tenero e violento, gentile e brusco, inserito in un particolare periodo storico (Primavera di Praga), che nel romanzo cammina parallelamente alle vicende dei 4. E per questa indagine Kundera tira in ballo Platone e Nietzsche: “Il Simposio” e la teoria dello “eterno ritorno”. Dunque un romanzo d’amore, che è anche filosofico, storico, drammatico ma anche pervaso di umane speranze.

Da leggere.

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