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Saper tacere

Io e i miei fratelli abbiamo ricevuto una educazione di stampo militare. Questo tipo di formazione prevede poche regole ma ferree e, tra queste, l’esercizio al silenzio.

Saper tacere è importante. Ci salva da situazioni imbarazzanti quanto delicate, e salva tutti quelli che non sapranno mai quali invettive gli abbiamo risparmiato. D’altro canto, vivendo inseriti in società, anche saper conversare è importante e a noi che amiamo vivere con stile, non sfuggono certo le regole giuste. Ma ripassiamole.

Conversare viene dal latino conversari (con + versari), trovarsi insieme. Ecco questo già svela un piccolo segreto: si parla tutti a turno, conversazione non è monologo. È vero che molti amano il suono della propria voce e ancor più le cose che dicono, ma per quello ci sono i palchi e i microfoni. In un salotto, come pure al ristorante, o davanti a un caffè, prima ancora di parlare esercitiamoci all’ascolto. La voce. Avere una bella voce è un gran pregio e chi invece non ce l’ha, può sempre esercitarsi per migliorarla; una cosa però che ci riguarda tutti è il tono che non deve essere un sussurro, che inevitabilmente escluderebbe chi è distante, ma neanche troppo alto perché credo sia il primo motivo per il quale una conversazione rischia l’insuccesso.

Lo stesso vale per i gesti. È difficile stare fermi fermi per tutto il tempo, ma proviamo a tenere ferme almeno le braccia: in questo modo avremo un maggiore controllo delle mani. Gli argomenti. Sarebbe preferibile evitare religione e politica: è davvero difficile che con questi temi si riesca a mantenere un livello educato e civile di conversazione; il rischio che la tavola diventi un ring di pugilato, è alto. Sarà allora compito dei padroni di casa, traghettare gli ospiti su argomenti più leggeri e condivisi. Lo stesso vale per barzellette volgari o allusioni a doppio senso: se siamo ospiti facciamo finta di niente perché, anche in questo caso, toccherà ai padroni di casa togliere tutti dall’imbarazzo.

Un’altra accortezza sarebbe non trattare argomenti troppo specifici che escludano qualcuno: la fisica quantistica può aspettare.

I pettegolezzi. A volte rendono frizzante una riunione, ma solo se riguardano cose piccole e frivole; viceversa quando cadono nella maldicenza e sfiorano la cattiveria, rappresentano un danno per il malcapitato e producono un effetto controproducente per chi li divulga.

Credo di aver dato un quadro completo, ma vi invito a scrivere nei commenti tutto quello che vorrete aggiungere o magari aneddoti personali. Buona lettura con stile

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