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Tappeti Rag Rug

Di questi tempi, almeno una volta al giorno sentiamo pronunciare la parola sostenibilità; ma come principio, come necessità e buon senso, possiamo tranquillamente andare indietro nel tempo, quando lo spreco era un lusso che non ci si poteva permettere.

I tappeti Rag Rug

Prima dell’industria tessile, i tessuti avevano un certo valore e non si buttava niente: coperte, lenzuola lise, scampoli, abiti smessi erano recuperati e riutilizzati. Nacquero così i Rag Rug, tappeti realizzati a mano utilizzando strisce di stoffa recuperata. Non solo complementi d’arredo, ma il frutto della creatività popolare al servizio delle necessità quotidiane: riscaldare i pavimenti delle case povere. Oggi, questi tappeti riscuotono interesse e apprezzamento fra gli appassionati di antiquariato folk.

Origini

L’arte di tessere o uncinare strisce di stoffa esiste da tempi remoti, per esempio in Scandinavia e in India con i Chindi Rugs, ma la loro diffusione nel resto dell’Europa e in America si fa risalire al 1800. In Gran Bretagna, si diffusero durante la Rivoluzione Industriale; in America si diffusero nella prima metà del 1800, a opera dei pionieri e delle colone, con un revival durante la Grande Depressione del 1930; in Scandinaviaa, contrario, erano presenti soprattutto nelle dimore nobiliari, e solo successivamente si diffusero anche tra i ceti più bassi.

Disegni e stili

In Gran Bretagna si presentavano con disegni rustici e con colori casuali. Quelli scandinavi, avevano una sequenza di colori più ricercata, con motivi più lineari. In America, si dette più spazio alla creatività, creando tappeti che raffiguravano fiori, animali, paesaggi.

Valore nel collezionismo

In cima, con il valore più alto troviamo i Rag Rug americani, chiamati Hooked Rug, poiché realizzati a uncinetto, e il loro valore deriva proprio dai disegni figurativi che potevano anche raccontare storie di vita vissuta. Quelli scandinavi e inglesi, vengono subito dopo per la loro elegante sobrietà con le loro linee geometriche e la loro funzione pratica.

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