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Alec McCowen Maggie Smith

Uno dei romanzi più ironico, di quella ironia molto british, che abbia mai letto. Pensate che anni fa lo prestai, ed è pure tornato indietro e integro. Due cose davvero insolite, insieme poi…

I protagonisti sonno due: un impiegato di banca andato da poco in pensione e un’arzilla signora della buona società. In comune hanno la parentela, infatti sono zia e nipote ma non si conoscono. L’occasione del primo incontro è il funerale della madre di Henry (il nipote) che è anche la sorella di Augusta (la zia).

Queste due figure non potrebbero essere più diverse: pacato e abitudinario lui, con un’unica passione che nasce e muore nel suo giardino, le sue dalie; frizzante, anticonformista e sempre affamata di nuove esperienze l’anziana zia. E’ facile capire chi dei due sia quello “giovane dentro”. Ma questo è solo l’inizio. La zia, con tutto il suo particolare carattere, trascinerà il nipote in avventure dove divertimento, illegalità, anticonformismo si saldano perfettamente in un miscuglio esplosivo, soprattutto per il tranquillo Henry ma anche per il lettore.

Henry, è incredulo, frastornato ma a un certo punto anche affascinato da un mondo e da un modo di vivere che non conosceva, distante anni luce dalla sua esistenza noiosamente rassicurante. Prima di scrivere ho, come sempre, dato una occhiata alle recensioni e come sempre, sono molto diverse. C’è chi vede con occhio divertito tutta la trama, chi ritiene che la zia Augusta esageri con la sua vita sopra le righe e che spesso supera i limiti che le leggi impongono, rimanendo impunita. Cattivo esempio? No, mi sembra esagerato.

Qual è l’obiettivo di Graham Greene?

Tendenzialmente, nei suoi romanzi, cerca di far apparire perdonabili persone e comportamenti che non lo meriterebbero. Dai lavori più drammatici a quelli più leggeri, il proposito è questo e riesce bene, dal momento che circa 50 sono i film tratti dai suoi lavori.

E io ho scoperto di recente che anche di questo romanzo esiste la trasposizione in film. Un film del 1972, diretto da George Kukor, in cui il nipote è interpretato da Alec McCowen e la zia Augusta da Maggie Smith (e da chi sennò?).

Infine, se mai possa aver interesse la mia opinione, io l’ho trovato anche delicato, certo solo in alcuni momenti, ma per me lo è. Oltre che divertente. Quindi buona lettura, o buona visione. Scegliete voi!

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