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Eric von Stroheim

Paprika

di Le righe di Ornella

Lo lessi a 15 forse 16 anni sotto l’espressione di disappunto di mio padre, che, però non mi impedì di finirlo. In effetti era un po’ forte, ma non impossibile.

Ricordo che lo lessi in estate, in campeggio, ma dopo tanti anni non riesco a ricordare chi me lo prestò. Di certo non era mio.

Paprika è del 1935, ed è probabilmente il lavoro più simbolico di Eric von Stroheim, scrittore, regista e attore cinematografico austriaco, naturalizzato statunitense; ha cadenze che fanno pensare più a un film che a un romanzo e anche il tentativo di volerlo collocare in una corrente letteraria precisa, risulta complicato poiché nasce come un romanzo naturalistico ma poi finisce per ricordare i romanzi dei primi dell’800 che comparivano, a puntate, sui giornali. Che non è un demerito: grandi scrittori hanno scelto questa strada, anche se non per tutti i romanzi.

Dunque Paprika è il nome della protagonista, una gitana bionda e bella. A proposito, avevo dimenticato di precisare che la storia si svolge in un villaggio di gitani: Jancsi innamorato di lei ma anche fidanzato con Ilonka, sorella del principe Estervary, Zoltan personaggio sinistro e la trama che è il mezzo con il quale questo Autore austriaco spiega lo stretto legame fra amore e morte e anche la sua idea di eros un po’ prepotente ma anche delicato, scandaloso ma anche pieno di dolore, e infinitamente tenero. Poi tutt’intorno i ritmi, i colori e le tradizioni di questa gente.

Di più non posso dirvi, anche perché la conclusione del romanzo si scopre praticamente subito e questo potrebbe far perdere interesse al lettore, ma la penna di Eric von Stroheim è capace di tenervi incollati al romanzo fino alla fine, credetemi.

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