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Giudice Fulton

Esattamente come per “Butch Cassidy”, anche qui i due attori scelti per formare una coppia di amici che lavora insieme, è stata perfetta. Roger Moore e Tony Curtis, nei panni di investigatori per passatempo sono belli, ironici, affascinanti e con un certo fiuto per le indagini.

“Attenti a quei due” è una serie tv andata in onda fra il 1971-72 nel Regno Unito e fra il 1974-81 in Italia, precisamente su Rai1. Una sola stagione composta da 24 episodi.

Come spesso accade, la prima puntata è quella che svela ruoli e svolgimento. Un giudice, di nome Fulton, impersonato da Laurence Naismith, ingaggia due uomini perché compiano indagini per suo conto. Brett Sinclair, aristocratico inglese e Danny Wilde miliardario statunitense non si sono mai visti, l’uno non sa nulla dell’altro ma si ritroveranno a vivere insieme avventure galanti, pericolose e con tanto british humor, che non guasta mai. Lo sfondo, almeno della prima puntata, è la Costa Azzurra, ma le altre puntate saranno girate a Parigi, Stoccolma, Roma e ovviamene Londra.

Lo sceneggiatore ebbe l’idea di accostare due personalità così differenti, prendendo spunto da un episodio de “Il Santo”, in cui Roger Moore interpretava il protagonista, Simon Templar. Il titolo era “L’ex re dei diamanti” e Templar si ritrovava a collaborare con un miliardario texano, in avventure fra il poliziesco e la commedia.

Questo episodio ispirò la creazione de “Attenti a quei due” e una volta scelto l’attore inglese, si passò a cercare un attore americano adatto alla parte di un miliardario di origini povere, un po’ rozzo ma simpatico e spericolato. L’obiettivo era convincere le tv americane ad acquistare la serie e quindi trovare l’attore giusto era fondamentale. Tony Curtis fu scelto dopo che altri due avevano rifiutato. Come avevano ampiamente previsto, questa serie ebbe gran successo nel Regno Unito e in genere in Europa. Io ero una bambina ma non mi perdevo neanche una puntata.

Al contrario, negli USA non piacque e così si abbandonò l’idea di fare una seconda serie, per cui quei 24 episodi restano unici. Si disse anche che i due attori, diversi non solo per copione ma anche nella realtà, non andassero molto d’accordo fuori dal set. Ma questa è un’altra storia, che tra l’altro i due non confermarono mai.

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