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Grimm

La letteratura per ragazzi non ha nulla da invidiare a quella per adulti. Tra l’altro, penso sia particolarmente difficile, trattare argomenti con profondità e leggerezza insieme. Ma forse è così che dovrebbe essere, quando ci si rivolge ai giovani. Io ho letto molto nella mia vita, ma non moltissimo. Ho iniziato a 6 anni, con Grimm, Perrault, Andersen, le Mille e una Notte. Ho letto anche cose impegnative prima del tempo e tra queste “Piccole donne”.

Ero alle elementari e, di questo romanzo, apprezzavo l’ambientazione, le buone maniere della borghesia americana di metà ‘800; ritrovavo in zia March una sorella di mia madre, il focolare, il profumo di dolci e in modo sfumato gli eventi della guerra di secessione americana, nella quale combatteva il padre delle 4 piccole sorelle. A completare, la madre delle ragazze, la domestica e i vicini aristocratici, i Lawrence.

Ecco, non era poco a 9 forse 10 anni, ma era un pacchetto romantico a cui mancava la vera essenza del romanzo. Il femminismo nella sua manifestazione migliore. Tutte le donne della storia, erano in primo piano, da Natale a Natale, perché quello era lo spazio di tempo in cui si sviluppava la storia. Erano adolescenti, diverse fra loro ma forti e pronte ad affrontare la vita con gioia e indipendenza, in una società ancora legata al dominio maschile. E infatti qui, gli uomini, erano a latere, se non dietro le protagoniste. Il padre, per esempio, compare abbondantemente nella seconda parte del romanzo. Insomma, per anni era stato solo uno dei romanzi di avvio, fino a quando un critico letterario, (come si chiamava?), lo definì “il manifesto del femminismo americano”, ma direi del femminismo, semplicemente.

Poi arrivò Pollyanna, I ragazzi della via Paal (si legge ancora?), Pattini d’argento e altri titoli che possedevo già, ma che non ho mai letto perché nel frattempo, da questi, erano stati tratti i film. Per esempio Il giro del mondo in 80 giorni, e altri. Poi sono arrivate le letture di transizione, i classici della letteratura, e un ritorno al passato con Il piccolo Principe (a 46 anni).

Ecco, se tornassi bambina, rileggerei esattamente le fiabe, le favole e i romanzi che ho letto, perché per me, i libri sono una famiglia nella famiglia e come la mia, mi hanno accompagnato, formato e quando dovevano, sollevato.

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