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Iron

Ormai ci ho preso gusto a manipolare titoli famosi per adattarli ai miei racconti.

Iron

Iron è un incrocio fra non so bene chi, ma direi che in mezzo c’è un Labrador. E’ femmina, anche se ha un nome maschile. A maggio compirà otto anni, anche se chi non la conosce gliene dà di meno. Questo perché ha mantenuto la personalità di un cucciolo. E’ molto affettuosa con tutti quelli che hanno un buon odore, con gli altri mostra indifferenza. Non è aggressiva con i suoi consimili, però, come si dice dalle mie parti: “ognuno a casa sua”.

Le cose che le piacciono

Le piace sicuramente uscire a passeggio, anche se con lei raramente si passeggia, è più un trotto che poi, quando torni a casa ti accorgi che hai fame; mentre trotta annusa, trotta e annusa, trotta e annusa e poi di colpo si ferma perché c’è un odore interessante e bisogna studiare e capire bene; le piace la sirena dell’ambulanza, e siccome abitiamo in una zona dove il passaggio di questo mezzo è frequente, il piacere lo manifesta. E come lo manifesta? Ululando. Immaginate, l’ambulanza da una parte a sirene spiegate, a volte pure la sirena dell’auto del medico e lei dall’altra. Un concerto gratuito. Questo se è a casa; se invece la sente arrivare quando è per strada, si ferma proprio e la guarda passare, e mentre la guarda ulula. E questo è il suo saluto.

Poi le piace il cibo. Diciamo che per il cibo si vende. Le piacciono tutte le verdure, specie i broccoli, non vi dico i finocchi, le uova e le banane. In qualsiasi punto della casa si trovi, se sente movimento in cucina, si fionda e sfodera il suo talento di attrice: sa fare benissimo la faccia triste e affamata del randagio che vive di stenti. Se siamo a tavola, a turno cerca di impietosire tutti, in realtà, quasi tutti, perché lei sa bene da chi non ricava niente, e passa oltre. Poi le piace il contatto fisico: quando ha voglia di carezze, bisogna interrompere qualsiasi cosa perché è così e basta.

…E quelle che non le piacciono

Quelle che non le piacciono non sono molte, ma sono chiare. Per cominciare, non gradisce che si tocchino i suoi giocattoli: non reagisce male, ma cerca di riprenderseli, se invece ha voglia di giocare oppure se è contenta quando rientriamo a casa, è lei a offrirli. Non le piace nemmeno che si tocchino i suoi lettini…No, non ho sbagliato a scrivere al plurale: ne ha tre sparsi in due case, poi volendo anche quelli delle mie figlie. Per finire, non le piace molto sedere sul sedile posteriore, quando è in auto; vuole stare davanti in braccio al passeggero. Ma questo è pericoloso, non si può fare.

Adesso, se volete raccontatemi la vostra esperienza con i cani o altri animali. Io, tempo fa scrissi dei miei levrieri: vi metto il link dell’articolo qui sotto.

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