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Landò

Sono salita su una carrozza due volte, in vita mia. A Vienna e a Messina. Per amore di precisione, in entrambi i casi, si è trattato di un landò, cioè un tipo di carrozza con tetto retraibile a mantice. Non ricordo quanti cavalli ci trainassero a Vienna, ma a Messina sono quasi certa che fosse uno solo. L’epoca di costruzione era tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900.

Il landò, così come lo conosciamo noi è stato inventato in Germania, nella città di Laundau, ed era destinato al servizio pubblico. Ma andiamo con ordine perché la storia delle carrozze, inizia molti secoli fa; antenato della carrozza fu il carro, praticamente nato subito dopo l’invenzione della ruota, già nella civiltà mesopotamica. In quel caso era soprattutto destinato al trasporto di merci o nell’attività dei campi. Fra i Romani, il carro detto “biga” era destinato all’uso in guerra, ma anche durante le giostre.

Nel Medioevo, la carrozza assomigliava ancora ai carri ma da lì in poi iniziò ad essere sempre più un veicolo per le persone. La sua produzione si diffuse soprattutto in Germania e in Italia (Ferrara fu la prima città ad avere una fabbrica di carrozze a metà ‘500), molto meno in Francia e in Inghilterra. Ovviamente, l’uso e il possesso era riservato ai ceti più elevati. E siccome non bastava, fra le famiglie che erano in grado di possederne una si ingaggiavano delle “gare” di bellezza perché, nel frattempo, erano diventate sfarzose, ricche di intagli, pitture e dorature.

Leggendo su vari testi ho scoperto che Rubens dipinse la carrozza imperiale austriaca (Dizionario di Antiquariato A.Vallardi-Garzanti) e la Francia, durante il regno del Re Sole, così come Napoli e Milano per l’Italia, divennero eccellenze nella costruzione di carrozze sfarzose.

Nei primi anni del 1800 tornò in auge l’omnibus, una carrozza che consentiva il trasporto fino a 10 persone. In verità, il primo omnibus, fu costruito in Francia a metà del ‘600, ma non ebbe molto seguito. Due secoli dopo, invece si recuperò, e non solo per i percorsi cittadini ma anche per i collegamenti fra città vicine.

Ovviamente, l’invenzione dell’auto piano piano definì il tramonto delle carrozze, limitandole a mezzo di trasporto nei percorsi turistici o confinandone la collocazione nei musei. E a proposito di musei delle carrozze, in Puglia, che è la mia regione, ce ne sono almeno due. Cercateli!

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