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Letteratura italiana

Non è semplicemente un annuncio, Io cerco moglie! è il titolo di un divertente romanzo del 1917 o del 1920, perché cercando qua e là opinioni e recensioni, ho trovato questre due date.

Il volumetto è uno dei 120 libri ereditati da mia zia Maria; 120 perché li ho dovuti dividere con gli altri eredi. L’Autore, Alfredo Panzini, è vissuto fra il 1800 e il 1900. Lessicografo, scrittore e critico letterario, oltre a numerosi romanzi, ha scritto anche saggi, storici e letterari, e opere di linguistica. Questo romanzo, ironico, divertente e garbato, anche nelle allusioni vagamente piccanti, è davvero attuale. Certo, il linguaggio è superato, ma gradevole e spiritoso.

La trama

Quando Ginetto Sconer, un uomo di successo, ricco e instancabile lavoratore, si ferma a pensare alla sua vita privata, si accorge che su quel fronte c’è poco da raccontare; in più, lo assale il pensiero di non avere ancora figli a cui lasciare le sue ricchezze, dopo la morte. E quindi, cosa fa? Si mette in cerca di una donna giusta per diventare sua moglie.

I personaggi

E’ un romanzo dove, naturalmente le figure femminili sono, almeno numericamente, dominanti; in ogni caso, i personaggi maschili hanno un certo carattere: Lionello, autore senza un soldo e il Dottor Pertusius sono gli amici di Sconer. Ci sono altre figure maschili, perlomeno curiose, ma non sono rilevanti nella vita del protagonista. Tutti i personaggi femminili, invece, rispondono a quell’idea di donna del primo ‘900, quando la Prima Guerra Mondiale aveva creato una possibilità di vera emancipazione. Non che nel romanzo la guerra sia protagonista, ma c’è e anche se le signorine presenti non hanno incarichi militari o sanitari, sono comunque coinvolte. Violetta, Contessina Ghiselda, Oretta e Zeta sono, in modo del tutto inconsapevole le candidate a diventare la moglie di Sconer, ma dovrete leggere il romanzo per sapere chi la spunterà.

Non aspettatevi una storia d’amore, non lo è, almeno non in modo tradizionle; è invece, un viaggio nel mondo femminile a metà fra lo stupito e il rassegnato, ma con un timbro divertente e pratico, tipico degli uomini.

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