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Pastorale

Bastone deriva dal latino basto. E’ un oggetto antichissimo, realizzato in legno e usato come appoggio, come arma bianca, per guidare le greggi e anche per la ginnastica.

Nonostante fosse usato nella vita pratica, a un certo momento divenne anche simbolo di comando, di potenza, di rispettabilità, ma non solo del potere temporale. Anche la Chiesa lo adottò, si chiamava pastorale (detto anche vincastro), usato per rimarcare il potere dei prelati e del pontefice. Intorno al 1500 comparve il primo bastone animato. Si trattava di un bastone di legno o bambù che, al suo interno, poteva contenere una boccetta di vetro con un liquore o con un profumo. A volte, celava addirittura un veleno o una lama, (azionata da un meccanismo a incastro o molla) che trasformavano il bastone nel fodero di un’arma.

La Francia, fu la nazione in cui il bastone ebbe maggiore fortuna, come oggetto da passeggio. A partire dal 1600, fu prodotto con legni pregiati e con diversi modelli di impugnatura: a pomolo, a pennacchio, a uovo, a gruccia, a tau, a becco di corvo.

Durante il ‘700, il bastone divenne anche un accessorio femminile, così la produzione si arricchì anche di modelli molto più raffinati. Questo almeno fino alla Rivoluzione Francese, quando si diffuse il modello “alla giacobina”, un tipo di bastone volutamente grossolano e di poco pregio, proprio a marcare una distanza con il vecchio sistema politico.

Fu con lo stile Impero (primi dell’800), che il bastone elegante tornò di moda e l’attenzione verso questo accessorio, rimase inalterata fino ai primi anni del ‘900.

Oggi, è prevalentemente materia per collezionisti o piccoli amatori.

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