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Piazza Tellini

A Gallipoli ho vissuto per un certo periodo. Il lavoro di mio padre prevedeva periodici trasferimenti, e Gallipoli fu la nostra residenza per 3 anni.

Ricordo bene la casa, vicino al mare. Ricordo la disposizione delle stanze, il salotto in cui ricevevo le mie amiche immaginarie (le mie sorelle erano troppo piccole per i giochi che piacevano a me) con le quali prendevo un tè. Per questo tè, ovviamente, avevo scelto un servizio di porcellana che i miei genitori avevano avuto in regalo per il matrimonio. L’ho sempre maneggiato con cura e senza rompere nulla, e se si considera che avrò avuto 3 o 4 anni, posso dirmi soddisfatta. Ricordo la cucina luminosa e le anguille che sgusciavano dalla pentola. Non le ho mai mangiate. Non ho memoria, invece, delle camere da letto.

La casa era a un piano e sullo stesso pianerottolo c’erano i proprietari dello stabile. Marito, moglie e 4 figlie universitarie. Le mie sorelle troppo piccole, queste ragazze troppo grandi, per cui non ho mai chiesto neanche a loro di prendere un tè, alle 5 del pomeriggio. Un’altra cosa che mi viene in mente di quel periodo, era il teatrino dei burattini e delle marionette, in Piazza Tellini. Almeno credo, se i ricordi sono giusti, che fosse lì. Io seduta in prima fila, con le gambe che non toccavano a terra, le scarpe occhio di bue (ve le ricordate?), concentrata a seguire storie di cavalieri coraggiosi e damigelle in pericolo.

Ma al di là dei miei ricordi c’è una Gallipoli molto carina da scoprire. Se andrete in estate, una giornata alla spiaggia della Purità vi lascerà contenti. E’ una piccola spiaggia proprio sotto i bastioni della città e al tramonto potrete spostarvi sull’isola di Sant’Andrea dove c’è il faro che segna l’orizzonte; un tempo, per la presenza di una fonte di acqua dolce, ospitava greggi di pecore. Oggi, è sede di nidificazione del gabbiano corso, ed è perciò disabitata.

Il centro storico sorge non proprio al centro del paese, fu progettato dai Greci i quali fecero in modo che le abitazioni più esterne fossero protette dai venti di mare. La Cattedrale di Sant’Agata (patrona della città) e la chiesa di San Francesco d’Assisi, entrambe barocche. In realtà, la chiesa di San Francesco era di origine medievale, poi rimaneggiata fra il 1600 e il 1700. Al suo interno ospita 10 altari barocchi e due statue in legno raffiguranti la crocifissione dei ladroni. Personalmente non ricordo di averla mai visitata, quindi dovrò rimediare presto. E come ogni posto che si rispetti, c’è un castello: il Castello Angioino Aragonese. Circondato quasi del tutto dal mare, la sua costruzione è iniziata nel 1200 ma nel tempo ha subìto le trasformazioni, secondo i conquistatori che si avvicendarono.

Poi la vita sociale, le spiagge, il cibo, la bella gente, il mare, il famoso Festival della Taranta, che celebra la pizzica, antico rito per esorcizzare il dolore che provocava il morso della tarantola. Attraverso il ballo si cercava di superare il dolore fisico. Ovviamente, oggi è una danza di puro svago ed è molto divertente.

Non mi viene in mente altro, ma se siete stati a Gallipoli di recente, scrivete pure nei commenti la vostra esperienza. Se, invece, non ci siete mai stati, non dimenticate di assaggiare lo spumone. Ciao

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