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San Frediano

Firenze

di Le righe di Ornella

A Firenze ci sono stata due volte, a metà degli anni ’80. Ero con due delle mie cugine, in pratica tre ventenni carine e spensierate. Alloggiavamo in un pensionato gestito da suore, di cui non ricordo l’Ordine. Questo pensionato si trovava a San Frediano, un quartiere molto carino ma pare che, all’epoca, non fosse proprio tranquillo. Si diceva che fosse zona di spaccio, anche se noi in realtà non abbiamo mai avuto problemi durante i due soggiorni. Oggi, mi risulta che San Frediano sia stato elevato a quartiere di tendenza sia per il divertimento che per la sua tipicità. Santo Spirito e San Frediano sono i due rioni famosi in Oltrarno. Oltrarno (o Diladdarno), è la zona di Firenze, situata oltre la sponda sinistra dell’Arno.

Dunque, tornando a noi, la prima visita fu a ottobre del 1985. Viaggio notturno in treno, arrivo e sistemazione in questo pensionato che, se non ricordo male, all’ingresso aveva un bel lucernario, e già solo per questo mi piaceva.

Naturalmente gli orari di colazione, pranzo e cena erano molto rigidi, così come gli orari di uscita e rientro. Il rischio di rimanere a dormire fuori dal portone, sembrava serio. Ma noi eravamo brave e li rispettavamo. La colazione era abbondante e anche gli altri pasti non erano da meno. Ricordo che una volta, a pranzo ci servirono la polenta. La mangiavo per la prima volta e non mi piacque, così scelsi solo la parte più condita e lasciai il resto. Le suore cuoche mi guardarono male.

A parte questa spigolatura, il resto del tempo lo trascorrevamo in giro per la città anche perché, avevamo solo 4 giorni a disposizione (sia a ottobre che ad aprile) e tante cose da vedere. Ovviamente, non farò elenchi di posti che sono noti a molti; dirò solo che non riuscimmo, in entrambe le occasioni, a visitare gli Uffizi. La prima volta, alcune sale erano chiuse per lavori di manutenzione; la seconda, in aprile, c’erano le chilometriche file delle scolaresche in gita, persino sul marciapiede, e capite bene come non fosse il caso di unirsi al coro. Ovviamente, anche solo per colmare questa mancanza, si impone un ritorno a Firenze, e con l’occasione una visita alle altre città della Toscana.

Una cosa che mi piace sempre quando visito una città, è l’osservazione anche da fuori o dall’alto, dal terrazzo di un castello, da un colle e nel caso di Firenze, la facemmo da Fiesole.

Fiesole, città prima etrusca e poi romana, sorge su un doppio colle, da sempre considerato uno dei centri più ricchi dell’Italia Centrale, e fa parte della città metropolitana di Firenze.

Nei secoli, ha conosciuto il dominio longobardo con un declino a favore di Firenze, una rinascita artistica e architettonica con i Medici, saccheggi di opere d’arte da parte dei Francesi (i cosiddetti “furti napoleonici”) e dal 1700, tanti stranieri di passaggio o che comprarono e ristrutturarono antiche ville, stabilendo lì la residenza.

All’epoca, ne apprezzai l’ordine, la pulizia e la luce: trattandosi di una domenica pomeriggio di aprile, la luce fino al tramonto era particolarmente calda, così come l’aria piacevolmente tiepida.

Tornando a Firenze, se potete, evitate di farvi entrare in testa “Firenze (canzone triste)”, è contagiosa!

Bene, mi fermo qui, e se ancora non ci siete stati, andateci. Vi piacerà!

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