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San Pietroburgo

Vi suggeriscono qualcosa questi due titoli? Naturalmente, sì. Vi suggeriscono Fedor Dostoevskij. Le notti bianche lo conoscevo già prima di averlo tra le mani; La mite, no. Il primo l’ho letto qualche anno fa; il secondo, la scorsa estate. Messo nel trolley e portato a Chieti, per la mia piccola vacanza. Non parto mai senza un libro o una rivista specializzata (per esempio Storica del National Geographic).

Le notti bianche

Il titolo è davvero rappresentativo di tutto il racconto: le notti bianche sono un fenomeno astronomico che interessa ben 8 nazioni; le più famose, e grazie proprio a Dostoevskij sono quelle di Pietroburgo. L’intero racconto si sviluppa in 4 notti e un mattino. Questo racconto fu scritto nell’arco di 2 mesi

Un giovane (che il narratore chiamerà Il Sognatore) con un lavoro ordinario e una vita solitaria, crea nella sua mente un mondo di fantasia e sogni che lo sollevano dalla realtà. Di fatto però, questo mondo fantastico, di per sé perfetto, gli impedisce di agire per migliorare la sua vita reale, cioè di “combattere” per le cose a cui tiene. Succede che conosce una ragazza, si chiama Nasten’ka. Nasten’ka è molto diversa. Benché viva in un ambiente familiare noioso, ha la possibilità di accrescere la sua istruzione, grazie al denaro della nonna e ha in serbo diversi progetti per il suo futuro; anziana e quasi cieca, la nonna tiene la nipote sotto stretto controllo, tanto che le proibisce le letture che considera disdicevoli.

Oltre alla casa in cui abitano, possiedono un appartamento che affittano e proprio per questo, Nasten’ka conosce un giovane inquilino, dal quale si sente particolarmente attratta. Il Sognatore, ignora tutto questo e per la prima volta sente che la vita reale potrebbe essere quasi bella come il suo mondo immaginario, e questo grazie alla tenera amicizia con la ragazza.

Sennonché…Continuate da soli, perché vorrei che lo leggeste.

La mite

La trama di questo racconto (che a differenza di quell’altro, prese diversi anni di lavoro), parte da un suicidio. Un uomo, che è anche il narratore, è seduto accanto al corpo di sua moglie, morta dopo essersi lanciata da una finestra. Guardandola, incredulo e sofferente, ripercorre, con il pensiero, il recente passato. Quello di un ex soldato che diventa usuraio, che conosce una ragazza e la curiosità inziale per lei, si trasforma in interesse, sino ad arrivare a una richiesta di matrimonio.

Per la verità, questa richiesta è anche il tentativo di salvarla da un altro potenziale matrimonio, che le zie con cui la ragazza vive, hanno organizzato per lei. Ecco, si sposano e sono contenti, ma lui assume un comportamento severo e distaccato che lei non comprende. Confusa da questa atmosfera, si chiude in un silenzio innaturale per una coppia che si è formata da poco. Di seguito conosce un ex commilitone del marito, che le racconta della carriera militare di lui, e di come aveva ignorato una sfida a duello, comprendosi di vergogna e umiliazioni, fino al congedo.

Benché, il finale sia all’inizio, il racconto è in grado di mntenere l’interesse del lettore, sino all’ultima pagina. Per questo motivo, mi fermo qui.

Buona lettura

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E’ davvero curioso, come Storia e Politica possano influenzare la percezione di un luogo.

C’è stato un tempo in cui, se pensavo ai viaggi da fare, e ai posti che avrei voluto visitare, la Russia era in fondo all’elenco perché me la immaginavo più grigia, di una scena in una giornata grigia, di un film in b/n. Ovviamente, mi riferisco agli eventi dopo la caduta dei Romanov, cioè alla nascita dell’Unione Sovietica. Ecco, ai miei occhi, la Russia era perennemente grigia e poco attraente.

Ad un certo momento, e non saprei dire bene quando e perché, ho iniziato a curiosare e, fra articoli, fotografie, libri (…e ti pareva?!), il mio atteggiamento è cambiato. Voglio dire che la Russia ha iniziato a salire nel famoso elenco, e pure la mia curiosità. Per esempio, vorrei vedere San Pietroburgo durante le famose Notti Bianche, cioè da fine maggio a metà luglio; non che sia l’unico posto al mondo dove ammirare il sole di mezzanotte, ma San Pietroburgo, è la città più vicina al Circolo Polare Artico, dove questo fenomeno astronomico è molto seguito. E infatti, c’è tutta una successione di festival e festeggiamenti dedicati a questo evento.

Lo stesso vale per Mosca: spero di andare al Kafe Pushkin, dal nome del poeta e scrittore russo che, proprio nel viale in cui 20 anni fa è nato il ristorante, conobbe Natalya Goncarova, sua futura moglie.

E questo è pane per il mio romanticismo. Pane caldo.

Naturalmente, il mondo intero già conosce tutto quello che riguarda queste due città; un elenco di bellezze che avevo scritto e poi cancellato, in quanto superfluo. Come dire che dovete venire in Puglia, perché ci sono trulli e tutto il resto che già sapete.

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