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Selva di Fasano

Con la caduta dell’Impero Romano di Occidente, Egnatia, perse nel tempo molti suoi cittadini. Alcuni di questi si riunirono in un territorio vicino e fondarono Fasano, poco dopo l’anno Mille.

Diamo un’occhiata

Curioso è che la sua collocazione la mette alla stessa distanza da Bari, Brindisi e Taranto. Il suo territorio, insieme alle frazioni, va dalla costa che si affaccia sul Mar Adriatico all’interno, dove troviamo la Valle d’Itria.

Fino al 1927 Fasano rientrava nella Provincia di Bari; poi fu costituita la Provincia di Brindisi, e così cambiò appartenenza.

Se foste in vacanza in Puglia, e proprio in questa zona, cosa varrebbe la pena visitare? Vediamo.

In una torrida giornata estiva potreste passeggiare nel Centro Storico. Realizzato in perfetto stile del Sud: case bianche in calce e strade strette poco assolate garantiscono ombra e fresco.

A far da contraltare alle viuzze c’è Piazza Ciaia: si chiama così per ricordare Ignazio Ciaia , scrittore vissuto nel 1700 e uno dei fautori della Repubblica Napoletana. Intorno a questa piazza ci sono il Palazzo Comunale, un tempo castello e sede privata del Balì dei Cavalieri di Malta, la Torre dell’Orologio (o meglio ciò che resta di una delle 4 torri delle mura di cinta della città), sul lato est la Chiesa di San Nicola. Interessante ma non più visitabile, a causa di un nubifragio che lo ha reso inagibile, il Torrione delle Fogge. Si tratta dell’unica torre delle 4, rimasta in piedi, che insieme alle mura di cinta proteggevano la città.

Suggestivo è il Parco della Rimembranza. Dedicato a 251 soldati fasanesi che persero la vita durante la Prima Guerra Mondiale, al suo interno ha il Monumento ai Caduti e appunto 251 pini.

Se voleste includere l’architettura religiosa, eccovi qualche indicazione: Chiesa matrice di San Giovanni Battista, Chiesa delle Anime Purganti (tardo-barocca), Chiesa di Sant’Antonio Abate (edificata nel 1600 ma soggetta a ripetute riparazioni e ampliamenti), Chiesa di Santa Maria Assunta, anche questa tardo-barocca con il caratteristico campanile a cipolla.

La Selva di Fasano

Il volume Puglia della Enciclopedia delle Regioni, alla voce Selva di Fasano inizia così “…per la sua stupenda posizione panoramica, è detta balcone d’Italia sull’Oriente. E in effetti si trova nel punto più alto della Provincia di Brindisi. La sua vegetazione varia secondo le zone: pini, lecci, querce verso la costa; nell’entroterra invece, pioppi e abeti, generalmente comuni nel Centro Europa, come anche alberi di nocciole e castagne, davvero singolari nel Mediterraneo. In ogni caso, per i Fsanesi, la Selva costituisce un fresco rifugio dal caldo torrido della città. Villette e trulli non mancano e l’estate si popola di villeggianti, anche forestieri. Vivace la vita sociale: la Casina Municipale, specie negli anni ’60-’70 era un luogo molto alla moda, ma anche oggi offre eventi culturali interessanti.

Il Minareto. Villa privata, del pittore e nobile Damaso Bianchi, in stile orientale. Fu concepita per la villeggiatura ma anche per creare un centro di studi della cultura orientale in Puglia. Oggi appartiene al Comune di Fasano ed ha mantenuto la sua funzione di contenitore di eventi culturali, per quanto necessiti di lavori di ristrutturazione.

Laureto

E’ una frazione collinare di Fasano, dalla quale si può godere di un vasto panorama, quasi quanto quello della Selva di Fasano. Luogo in prevalena destinato alla villeggiatura, è davvero grazioso e oltre alla possibilità di passeggiate ed escursioni, si può visitare la grotta di Monte Rivolta, che durante le festività natalizie ospita un presepe artistico e una grande stella cometa. Il nome Laureto deriva dalle laure basiliane presenti nella zona.

Per adesso mi fermo qui. Prossimamente tornerò in questa zona per scrivere sui centri fasanesi della costa. Intanto buon soggiorno.

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