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Trulli

“In Puglia ho visto le più belle città del mondo” è una citazione di George Berkeley, filosofo e teologo irlandese vissuto a metà fra Seicento e Settecento, che durante in suo Grand Tour Questo albergo non è una casa, quel lungo viaggio formativo che per secoli ha portato intellettuali e aristocratici alla scoperta dell’Italia, rimase particolarmente colpito da questa regione.

Partendo da questo aforisma e da un suggerimento di mio fratello ho deciso di mettere insieme alcuni dei primati della Puglia, per raccontarne la ricchezza attraverso luoghi, bellezze naturali e architettoniche.

Gli ulivi

Qual è la regione d’Italia con più ulivi? Ma la Puglia, naturalmente! Alcuni secolari, altri millenari, sono il simbolo della vocazione agricola regionale.

Le Grotte di Castellana

Si tratta di un complesso carsico tra i più attraenti, conosciuto in tutto il mondo, lungo più di tre km di spettacolo naturale; la Grave all’inizio, e la Grotta Bianca alla fine, sono i luoghi sotterranei di grande bellezza; la Grave, tra l’altro, è stata protagonista di numerose leggende e conserva ancora oggi un alone di mistero e segreti da scoprire.

Le saline

Le saline più grandi di Europa tuttora attive sono in Puglia, precisamente a Margherita di Savoia; si tratta di una vasta area che dalla metà degli anni ’70 è diventata protetta, e non potrebbe essere altrimenti, visto che ospita numerose specie di animali e piante.

Il punto più a est

La Puglia è la regione più orientale d’Italia e il punto più a est si trova vicino Otranto. Volete vedere la prima alba d’Italia? Recatevi a Punta Palascìa: per molto turisti è un appuntamento fisso assistere alla prima alba dell’anno nuovo, il primo gennaio, davanti al sole che sorge.

I trulli di Alberobello

Certamente il simbolo architettonico più conosciuto della Puglia, il rimando naturale quando si pensa a questa regione. Per la loro caratteristica e originalità sono fra i beni tutelati dal Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.Alberobello

Il teatro all’italiana più piccolo del mondo

Si trova a Noicattaro, in provincia di Bari, ed è un gioiellino architettonico nato nel 1869 da un antico frantoio ipogeo. E’ piccolo, può ospitare massimo cinquanta persone e ha una pianta a ferro di cavallo, tipica dei teatri all’italiana; nel corso degli anni, è stato anche un ricovero per sfollati, un cinema, un deposito prima di essere chiuso al pubblico per inagibilità.

Oggi, grazie a un’accurata ristrutturazione, questo teatro è tornato a vivere ed è ancora il simbolo di una comunità che ha saputo rendere grande una cosa molto piccola, perché la sua dimensione ridotta non è un limite, ma una preziosa peculiarità. E’ sicuramente un primato pugliese, anche se non ancora famoso come tutti gli altri, ma è solo questione di tempo.

Questa è la Puglia, con ricchezze note e altre più discrete, fatta di luce, silenzio e memoria storica.

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Alberobello è un comune della provincia di Bari ed è Capitale dei Trulli.

I trulli rientrano nella cosiddetta “architettura spontanea”. Questa espressione indica l’edilizia più antica, costruita dall’uomo comune, senza l’intervento di un progettista.

I trulli sono realizzati con pietra a secco e hanno una forma conica; sono concentrati nella Valle d’Itria di cui Alberobello fa parte, insieme a Cisternino, Locorotondo e Martina Franca.

La fondazione di Alberobello risale al 1500, quando Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano donò delle terre da coltivare e abitare, a condizione di ricevere una decima della produzione agricola. Nel 1797, da feudo degli Acquaviva d’Aragona, diventò città regia sotto i Borboni.

Fra le cose da vedere ci sono la Chiesa Matrice dedicata ai SS. Cosma e Damiano e la Parrocchia di S. Antonio da Padova, entrambe relativamente giovani.

I trulli sono ciò che caratterizza Alberobello e ciò che l’ha resa famosa nel mondo. Il “Trullo Sovrano”, è uno dei più grandi, costruito nella seconda metà del XVIII secolo, e oggi è una casa museo; i “Trulli Siamesi” sorgono nel Rione Monti e su di essi si racconta una leggenda di amore e gelosia.

Complessivamente, i trulli presenti nel Rione Monti sono più di mille distribuiti fra le stradine che convergono tutte sulla parte più alta del colle. Un’altra costruzione importante è “Casa Pezzolla”, un edificio che comprende 15 trulli, anch’esso museo. “Casa Pezzolla” è attigua all’Aia Piccola, rione che ospita 400 trulli, prevalentemente abitazioni private.

Bene, credo di aver detto quasi tutto, il resto scopritelo da soli. Un po’ di personale scoperta dei luoghi è sempre divertente. Buon viaggio!

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