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Amphora vinaria

Iniziamo dalla botte

“Grosso recipiente cilindrico di legno usato per contenere il vino (ma può contenere anche altri liquidi, come olio o aceto, oppure pesce salato e sim” (DIZIONARIO SANDRON DELLA LINGUA ITALIANA, De Agostini 1989). E’ di origine celtica e solitamente è realizzata con legno di quercia, ma anche con legno di frassino, di mandorlo e di castagno. In origine, il materiale usato per la sua costruzione era la terracotta (Amphora vinaria presso i Romani, ma anche i Greci e prima ancora gli Egizi la usavano), ma considerato la fragilità tipica di questo materiale, fu sostituita dal legno.

E ora la bottiglia

“Recipiente atto a contenere liquidi” (Dizionario del vetro, Garzanti-Vallardi 1993), questo è ciò che leggo mentre vado a rispolverare le origini. Si tratta della bottiglia già in uso presso Romani e Siriani.

Come è fatta

Ebbene, rientra nell’ambito degli oggetti di vetro; non ricordo dove, ho letto che il vetro soffiato è una invenzione siriana. Di solito, ha forma di cilindro, ma anche di pera, di quadrato o esagono. La base può essere piatta o rientrante. Nel 1400, le bottiglie, le fabbriche veneziane produssero bottiglie che avevano un collo lungo e una forma rrotondata. Più avanti, in Europa in genere, le bottiglie prodotte avevano forme di animali. Nel 1800, ancora in Italia, ma questa volta al Sud, si diffusero le bottiglie napoletane, bottiglie che avevano sembianze di personaggi del Risorgimento.

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