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Dona Flor

Ho più di un libro di Jorge Amado. Questo, però, è l’unico che abbia letto finora. Un bel libro corposo, una storia d’amore che si sviluppa intorno a tre persone: due uomini e una donna. In realtà, uno dei due è uno spirito, ritornato dal regno dei morti per movimentare la vita della sua vedova. Ma andiamo con ordine.

La trama

Quasi all’inizio del romanzo un lutto improvviso rende la giovane Flor, una giovane vedova. Vadinho, suo marito, muore improvvisamente durante i balli del carnevale. Effettivamente muore come aveva vissuto: divertendosi, prendendo la vita con leggerezza e allegria. A dirla tutta, anche correndo dietro a tutte le belle ragazze di Bahia e giocando d’azzardo. Flor è molto innamorata e gli perdona tutto. Anche lui è innamorato, ma proprio non ce la fa a mettersi in riga. Dopo la morte di Vadinho, Flor sente che potrebbe iniziare un periodo di tranquillità, senza più le turbolenze provocate dal marito, ma la sua mancanza la rende ogni giorno più triste e così decide, forte del suo talento in cucina, di concentrarsi nella sua Scuola di Culinaria, e ricominciare a vivere.

Questa si rivela un’ottima idea, i piatti della tradizione baiana sono attraenti, Flor stessa è attraente e così arrivano le prime iscrizioni alla scuola. Certamente, questa attività riempie le sue giornate e poi lei è bravissima, ma la mancanza di Vadinho c’è sempre. Passa del tempo, e le sue amiche sperano che si risposerà; a Bahia c’è un’atmosfera sensuale e piena di colori che riguarda l’amore, il culto religioso del Candomblé, la cucina e Flor si trova in mezzo a tutto questo e sente forte il richiamo di quella passione della carne, vissuta con il marito defunto.

Ad un certo punto conosce Teodoro, farmacista serio, metodico, onesto, ordinato; lui la corteggia, lei sa che non assomiglia lontanamente al primo marito e così decide di sposarlo. Inizia una vita matrimoniale sicuramente senza infedeltà, senza gioco d’azzardo e colpi di testa; è una vita regolata, semplice, senza problemi economici, con i tratti tipici della media borghesia, fin troppo tranquilla, dove la passione è relegata al mercoledì e al sabato. Alla lunga, Flor non può fare a meno di fare confronti fra i suoi due mariti e non può fare a meno di ammettere con se stessa che l’amore passionale con Vadinho è quello che vuole ancora. Così inizia a fantasticare, e queste fantasie sempre più forti diventano vere e proprie evocazioni del defunto, che infatti un giorno riappare, e lei è l’unica a poterlo vedere.

Mi fermo qui.

Curiosità

Questo è un romanzo in cui i piaceri della tavola occupano molto spazio. Amado stesso, era un appassionato di cucina, soprattutto baiana e in diversi suoi romanzi il tema del cibo, e il suo legame streto con l’erotismo, ritorna protagonista.

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