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Bentornato dicembre, e ben trovati tutti i film a tema natalizio, davvero tanti quest’anno.

Io ho scelto Appuntamento a Natale, ma non è escluso che prima della vigilia riesca a guardarne altri e sceglierne ancora per scrivere qui.

La trama

Potrei riassumerla dicendo che sin dall’inizio, questo film, ricorda Serendipity (2001), ricordate? Film molto carino, con John Cusack e Kate Beckinsale e diretto da Peter Chelsom (se non lo conoscete, cercatelo). Il paragone è a favore di Serendipity, tuttavia, Appuntamento a Natale, si fa guardare fino alla fine, perché le ambientazioni natalizie sono sempre una calamita, perché gli attori sono carini, perché si intuisce che faccia un gran freddo durante le riprese a New York, ma è come se niente fosse, perché ci sono i Pentatonix, gruppo vocale a cappella, che non avevo mai sentito prima di guardare questo film, e che sono davvero divertenti con i loro dialoghi in cui, al parlato alternano il cantato; divertente è anche l’organizzatrice del loro annuale concerto natalizio. Proprio loro, danno un aiuto al destino, che è il punto intorno al quale ruota tutta la storia e che farà comprendere ai protagonisti Layla e Teddy (Christina Millian e Devale Ellis) che si può trovare una cosa bellisssima, anche quando se ne stava cercando un’altra. Vi ho convinto? Cercatelo su Netflix.

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Gente comune

di Le righe di Ornella

Quando c’è un lutto di mezzo, tutte le vite che ruotano intorno, subiscono una modificazione, in alcuni casi definitiva, in altri, per fortuna, solo temporanea. È quello che accade nel film Gente Comune (Ordinary People), primo lavoro di Robert Redford come regista. Quando uscì avevo 15 anni e come è facilmente immaginabile, mi colpì molto. Mi colpì soprattutto l’idea che un lutto familiare potesse allontanare affettivamente, invece che unire ancora di più.

La trama

Una famiglia dell’alta borghesia di Chicago, è sconvolta dalla morte del figlio primogenito. Calvin e Beth (rispettivamente Donald Sutherland e Mary Tyler Moore), e il loro figlio Conrad (impersonato da Timothy Hutton) devono fare i conti con l’insostenibile peso della morte di Buck (impersonato da Scott Doebler). Ogni personaggio è molto ben definito: Conrad, è un ragazzo come tanti che un giorno, durante una gita in barca a vela sopravvive ad un incidente in cui però, il fratello muore. Sopraffatto dai sensi di colpa, tenta il suicidio e trascorre 4 mesi in una clinica psichiatrica.

Sua madre, donna severa è interessata solo a dare una parvenza di normale continuità familiare, reprime con molta forza il suo dolore. Questo dolore, non è solo provocato dalla perdita di un figlio, ma dalla perdita del figlio preferito. Conrad quindi deve gestire il senso di colpa per essersi salvato e la freddezza di sua madre, la quale soffocando il suo personale dolore è ovviamente incapace di alleviare quello del figlio, ma anche del marito.

Il marito sembra la figura più lucida in tutto questo vissuto. Fa da arbitro tra le continue incomprensioni fra madre e figlio, teme che il figlio ritenti il suicidio e capisce che questa tragedia sta portando alla luce le falle del suo matrimonio.

Non c’è dubbio che si tratti di un film drammatico, tuttavia ci sono due figure positive che alleggeriscono la vita di Conrad: lo psichiatra dottor Berger (interpretato da Judd Hirsch) e Jeannine (interpretata da Elizabeth McGovern), giovane ragazza infatuata di Conrad.

Bene, con la trama mi fermo qui, ma vi assicuro che il finale non è scontato.

Curiosità

Questo film ha vinto 4 premi Oscar e 2 nominations. A Robert Redford per la regia, a Timothy Hutton come migliore attore non protagonista. E a proposito di curiosità, ho trovato curioso che il personaggio di Timothy Hutton sia considerato come “non protagonista”. La sua figura è centrale, e anzi, è il punto di partenza per una riflessione approfondita dei genitori, sullo stato di salute del loro matrimonio. Ancora, ho trovato curioso che Donald Sutherland (che impersona Calvin) non sia stato in gara per l’Oscar, ma solo per il Golden Globe. Mary Tyler Moore ha avuto una nomination per l’Oscar e ha vinto il Gonden Globe. Stessa cosa per Judd Hirsch.

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