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Grace Kelly

Ieri pomeriggio, il feretro della Regina Elizabeth II è stato portato a Westminster Hall, scortato da un corteo di familiari, parenti e guardie. Nello stesso giorno, cadevano i 40 anni dalla morte di Grace Kelly, Principessa di Monaco.

Questo anniversario è passato nel silenzio dei mezzi di comunicazione, al netto di qualche rivista specializzata.

Cosa avevano in comune

Ecco, senz’altro il peso di una Corona. La prima per discendenza diretta (ma anche grazie all’abdicazione dello zio Edoardo VIII), la seconda per amore. Poi, oltre a una vita pubblica eternamente sotto i riflettori, una vita privata e familiare, che come per tutte prevede gioie e dolori, matrimoni e divorzi. Dei 4 figli di Elizabeth, 3 hanno divorziato; dei 3 figli di Grace, 2 hanno divorziato.

Ancora, un indubbio fascino ha senz’altro accomunato le due: l’aria rassicurante che promana dal tipico aplomb inglese, e quindi sicuramente dalla famiglia reale, e l’aria fresca, frizzante ma al contempo di gran classe di una giovane attrice americana che arriva in Europa e fa innamorare un Principe di un regno da operetta e con antenati corsari. Lo sapevate?

Lo stile, nell’abbigliamento. Colorato per gusto e necessità, quello di Elizabeth; sobrio ma per niente banale quello di Grace di Monaco. Perfettamente calzanti a entrambe.

In cosa non si assomigliavano

Nelle passioni. Elizabeth amava molto i cavalli, i cani, specie di razza Corgi e pare collezionare francobolli; Grace i fiori, specie le rose e poi ricamare. Naturalmente, chi avesse informazioni da aggiungere, lo faccia pure nei commenti

Cosa penso di loro

A 57 anni, penso le stesse cose che pensavo da bambina. Nel confronto chances/rinunce dell’essere un regnante, le chances vincono alla grande. Non sottovaluto le rinunce, semplicemente quelle di cui sono a conoscenza non sono sufficienti a farmi pensare che “anche loro hanno una vita difficile“. Certo, se fossi una principessa o una regina mi peserebbe non poter esprimere le mie idee politiche. Ma tanto, 1. chi mi conosce sa da che parte sto e 2. non diventerò mai una royal.

Poi, non si sa mai.

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Normalmente, un film giallo, non lo si guarda mai più di una volta. Con i film gialli di Alfred Hitchcock, siamo di fronte alla eccezione che conferma la regola. Questo è, più o meno, il pensiero di un giornalista esperto di cinema, ma non chiedetemi il nome, non lo ricordo.

“La finestra sul cortile” l’ho visto due volte, e proprio sere fa ho proposto alla mia tribù di guardarlo ancora. Alla fine, abbiamo scelto altro, ma resta nella scaletta dei film da riguardare presto. Raffinato, è il primo aggettivo che mi viene in mente ma potrei usarlo per diverse pellicole di Hitchcock. Grace Kelly, che Hitchcock definiva “ghiaccio bollente”, fu protagonista in 3 sue pellicole: “Delitto perfetto”, “La finestra sul cortile” (appunto) e “Caccia al ladro”. Quest’ultimo, dei 3 il meno pauroso, complice forse l’ambientazione. James Stewart, affascinante e ottimo attore (ma anche architetto e militare), molto apprezzato da Hitchcock, il quale però, ad un certo punto fece a meno di lui, poiché riteneva che il suo aspetto tradisse in qualche modo la sua età anagrafica, facendolo sembrare più vecchio e poco adatto ad alcuni ruoli.

In questo film, i due sono rispettivamente una ricca ragazza, modella per passatempo, e un fotoreporter momentaneamente fermo a causa di una frattura alla gamba. Sono fidanzati e sorvegliati dalla domestica, interpretata da Thelma Ritter. La forzata immobilità, lo porta a passare molto tempo alla finestra della sua casa, per accorgersi che oltre questa, c’è un piccolo mondo di cui vale la pena occuparsi. Tutto quello che accade negli appartamenti dei palazzi di fronte e giù nel cortile, diventa a un tratto interessante e intrigante, ma sempre con l’occhio del professionista.

Il tratto giallo si sviluppa proprio a partire da questo nuovo hobby, che coltiva con la sua macchina fotografica o con un binocolo.

Il film si caratterizza molto per i primi piani: allo spettatore a volte sembra di essere dentro quella casa, accanto ai protagonisti e la suspense, via via che la trama si dipana, sale di livello. E non potrebbe essere diversamente, con Hitchcock dietro alla macchina da presa.

Trattandosi di un giallo, non andrò oltre con la trama, per i pochi, forse pochissimi, che non lo hanno ancora visto. Aggiungerò solo che, si pensò alla composizione di un brano musicale solo per i titoli di testa, affidata a Franz Waxman; invece, per la colonna sonora, furono usate musiche di proprietà della Paramount Pictures.

Cos’altro? Niente, guardatelo! Io intanto cercherò quelli che non ho ancora visto.

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