Come ho scritto ai primi di dicembre, una frattura al piede mi ha fermato. Sin dopo l’Epifania ho tenuto il gesso e siccome non era bastato, ho dovuto mettere un tutore. Con il tutore e le stampelle ho ripreso a camminare, diciamo.
Vi sarete già chiesti cosa c’entri il titolo con le prime due righe. Vi soddisfo subito. Camminando in certe condizioni, ho verificato le difficoltà di chi in modo temporaneo o in modo permanente è costretto ad adattarsi alla città, fra buche e marciapiedi rotti (e la mia frattura al piede è dovuta a un blocco di marciapiede staccato dal resto). Oltre a questo però, ho piacevolmente verificato la galanteria dei passanti, per lo più sconosciuti, che mi hanno ceduto il passo, aperto la porta di un negozio per facilitarmi, o il sorriso affettuoso di signore che potevano essere mia mamma o mia nonna (…e che avranno pensato che non mangio abbastanza, perché il cibo c’entra sempre!). Tutto questo mi è piaciuto soprattutto perché contraddice il luogo comune, secondo il quale i ritmi e gli stili di vita di oggi, mortificano la sensibilità della gente. Ecco, non è così.
Ma a proposito di galanteria, c’è un’altra faccia dell’interazione fra persone, che voglio trattare.
Giorni fa, un giovane uomo che conosco e che è sentimentalmente impegnato, ha fatto una gaffe coi fiocchi. Ha scritto ad una donna sua amica, in inglese (chissà perché in inglese), che ha gambe bellissime e che è magnifica. Nel malaccorto tentativo di giustificarsi con la sua compagna, ha detto che era stata solo galanteria. No. Si chiama flirtare.
Se fai un apprezzamento su una parte del corpo di una donna, non sei galante. Stai flirtando. Flirtare è un bel gioco se è fra due singles; se però uno dei due è impegnato (o entrambi), è avvilente, genera insicurezza in chi lo scopre e potrebbe essere l’anticamera di qualcos’altro. Galante è l’uomo che apre la portiera dell’auto, che cede il passo, che precede la donna entrando in un locale ignoto e la segue uscendo, che le versa da bere e ordina al posto suo. La lista è lunga, ma questi esempi sono sufficienti a dimostrare che la differenza è concreta. Cose di altri tempi? No, cose senza tempo.
Naturalmente, anche noi donne abbiamo un codice da seguire, e senza scuse. Ma di questo parlerò prossimamente.
