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Tabacchiere

di Le righe di Ornella 30 Gennaio 2023
di Le righe di Ornella 30 Gennaio 2023 752 views
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Negli anni in cui ho avuto il mio negozio di antiquariato, mi sono capitate diverse tabacchiere. La più bella l’ho acquistata a Nizza, al mercato del lunedì, l’ho sistemata in vetrina, e indovinate un po’? a distanza di qualche mese è venuta a casa. Definitivamente. Il fatto è, che una cliente si era invaghita proprio di quella e la voleva a tutti i costi. Ingelosita, come spesso capitava, avevo capito che non avrei dovuto venderla. E difatti, la cliente perse.

Un po’ di storia

La scoperta dell’America portò con sé la scoperta di diversi prodotti alimentari, ma anche del tabacco. Si tratta del prodotto di una pianta chiamata Nicotiana Tabacum, dalla quale si ricavava il tabacco da fiuto, da fumo e da masticare. Naturalmente, quando il suo utilizzo si diffuse, nacquero le prime tabacchiere, per contenere il tabacco ma anche i vari utensìli per la sua preparazione. In Europa il tabacco aveva preso piede e anzi si era parecchio diffuso, e quindi di pari passo anche le tabacchiere che in Olanda, nel 1600, erano in ottone e con scene bibliche riportate sul coperchio. Altrove era possibile trovare tabacchiere in corno e avorio.

Con il regno di Luigi XIV, quindi in Francia, si diffuse la tradizione di regalare tabacchiere ai diplomatici (perché negli affari di politica le gentilezze tornano utili) e infatti presero il nome di tabacchiere diplomatiche; sul coperchio riportavano l’immagine del donatore: una vera operazione di marketing dell’epoca.

Ma il secolo della tabacchiera fu il 1700, tant’è che da scatola contenente tabacco e piccoli arnesi, divenne proprio un elegante accessorio che, tra l’altro, definiva con la sua preziosità la classe di appartenenza di chi la sfoggiava.

Alcune erano realizzate in oro. Verso la fine del secolo, ci fu un piccolo declino di queste scatole, poiché era nata la sigaretta, che aveva sostituito l’abitudine di fiutare il tabacco. Ma ci pensò Napoleone I a recuperare la consuetudine di regalare tabacchiere di rappresentanza. Sul coperchio campeggiava la lettera N e, questo lo ignoravo, si diffusero anche le tabacchiere di S. Elena, con l’immagine della tomba dell’Imperatore (trovate maggiori particolari su Dizionario di Antiquariato, A. Vallardi-Garzanti, 1992).

Torniamo indietro di qualche anno per scoprire che anche la Svizzera poteva vantare una sua produzione di tabacchiere, uniche nel loro genere per la presenza di carillon oppure orologi. Più essenziali le tabacchiere inglesi, fatte in rame o argento, di solito di forma ovale. Per le più preziose, i collezionisti sanno che devono cercare tra quelle prodotte sotto il regno di Giorgio III.

Nel 1800, un po’ in tutta Europa la produzione di tabacchiere continuò, ma non ci furono sostanziali novità nella progettazione; al contrario si scelse di riproporre la tipologia rococò con tutte le sue caratteristiche.

Discendente diretto della tabacchiera fu il portasigarette: siamo entrati nel 1900 e le abitudini della società moderna stanno cambiando.

…E per concludere

Solitamente il nome di Peter Carl Fabergè è associato alle splendide uova, di cui oggi rimangono 52 esemplari sparsi per il mondo, fra musei, case reali e collezionisti privati. Ebbene, Farbergé si occupò anche di tabacchiere, naturalmente di una belleza impagabile. Navigando nel Web troverete fotografie di quelle che sono in vendita presso gli antiquari.

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