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Gertrud

di Le righe di Ornella 27 Novembre 2020
di Le righe di Ornella 27 Novembre 2020 7,5K views
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Anni fa comprai da una bancarella di libri a metà prezzo, “Gertrud”, che Hermann Hesse scrisse nel 1910. Avevo già letto “Narciso e Boccadoro” e ancora molto dopo avrei letto “Siddharta”, di cui ho scritto per questo blog un po’ di tempo fa.

E’ una storia di amore e di amicizia fra tre giovani: Kuhn, Gertrud e Heinrich; una storia pregna di malinconia (sentimento a cui Hesse dedicò una poesia) e romanticismo. Kuhn giovane violinista e compositore vive per la musica e a essa consacra la sua vita ma è anche innamorato di Gertrud, sua amica di infanzia. Quando rimane vittima di un incidente che lo rende definitivamente zoppo, si convince che nella sua vita non ci sarà posto per niente altro che la musica.

Da quel momento, la musica rappresenta la riscossa, e l’impegno che mette nel suo lavoro di composizione lo premierà regalandogli successo e riconoscimento. Rinunciare a Gertrud però, non significa smettere di amarla. Sceglie così l’unico ruolo che pensa di meritare (amico fraterno), convinto che la sua invalidità fisica gli precluda ogni possibilità di essere felice con lei.

A questo punto entra in scena Heinrich, cantante d’Opera che con il suo fascino di bello e dannato incanta tutti. Incanta Gertrud con la quale si fidanza e incanta Kuhn, che ammira il suo fisico sano e robusto, oltre che le sue doti di artista.

Heinrich e Gertrud, dopo un fidanzamento osteggiato dal padre di lei, si sposano. Ed ecco che viene a galla tutto il tormento interiore di lui, della sua personalità complessa e umorale, dedita al bere, che è tipica di chi sa amare molto ma sa anche distruggere o allontanare chi ama. E infatti Gertrud, ad un certo punto deciderà di andare a stare, temporaneamente, da suo padre. E con la trama mi fermo qui.

In tutto questo, Kuhn sarà solo un sofferente spettatore del declino dei suoi amici, come coppia e come singoli, fino alla conclusione della storia.

Questo romanzo (ma in alcune recensioni, novella) è raccontato in prima persona da Kuhn, non c’è quindi un osservatore o narratore esterno ai fatti. Tocca a lui descrivere via via tutte le emozioni e i sentimenti, positivi e negativi, suoi e dei suoi amici, in una storia circolare senza vincitori né perdenti, in cui solo con la Musica è possibile superare le sofferenze umane.

Buona lettura

BerlinoGertrud ImthorHeinrich MuothHermann HesseKuhn
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